HOME » La Pendola sul Muro
10
mag

La Pendola sul Muro

scritto da Sergio , in: libri

Si parla ancora di libri. Che palle!

La pendola dal muro, suonò dodici rintocchi. Una gelida tramontana fischiando tra i rami dell’abete, ne traeva note alla Dario Argento. Sergio Mezzanotte ( mai nome fu più appropriato), sedeva scomodamente nel suo studio.

L’abete, un ex alberello di natale, piantato dopo il sei gennaio, in un giardinetto striminzito, oggi, gigante giovinetto, svettava solitario oltre il lastrico solare del palazzo.

Il vento fischiò di nuovo, facendo flettere l’abete.

“ Un albero cresce a Brooklin!” – pensò Mezzanotte, che non era alieno da pensieri fessi.

Dalla camera da letto, traversando il corridoio buio, venne la voce di sua moglie:

-    “Ma che aspetti, per venire a letto?”

Mezzanotte non si risolveva. Stava lì a fissare le pareti coperte  da libri.  Ed a rimuginare.

  1. Non ho sonno. C’è rimasto un po’ di pizza?”

Sentì un vago brontolio di cui riuscì a distinguere soltanto un frammento di  parola:….ito. Rincoglionito? Continuò a rimuginare, ma poi li vide. I libri.

Libri dappertutto. Gli scaffali traboccavano pericolosamente. Altri se ne vedevano nel corridoio, a pacchi sulla scrivania, sul sofà, sul tavolino della stampante. E facevano capolino anche da sotto il sofà.

  1. “ Mia moglie amava i libri più di me. O meglio, non sapevo se li amasse di più, di certo ne comprava di più. C’era da preoccuparsi. Era finita la fase dell’accoglienza ed era cominciata quella dell’invasione. Eravamo una famiglia in controtendenza.”.

Già, in controtendenza, poiché secondo  i media, noi italiani leggiamo poco.

A proposito di media, e di quelli che  dicono “midia” mi ha fatto ridere la battuta di Montesano, dell’altra sera. Diceva:

  1. “Ma tu’ fratello, che classe fa?
  2. “‘A seconda midia!

Questo caso è controverso. Indubbiamente media, nell’accezione “mezzi di comunicazione” è una parola inglese e si pronuncia midia  Però mezzo è una parola italiana,  deriva da medium, media che si pronuncia media. Che vogliamo fare? Personalmente, se un italiano  dice midia non  rimango impressionato dalla sua conoscenza dell’inglese. Mi s’insinua nella mente il dubbio che sia un poseur. E dal poseur allo stronzo il passo è breve. Ma è una questione d’opinioni.

I media (o i midia?) dicono di noi: “Un popolo di scrittori, ma di pochi lettori.”   Non è precisamente un complimento e rientra nel paradigma maggiore: Siamo un popolo di furbi. La furbizia non è l’intelligenza! (E non sto pensando agli scrittori sconosciuti!) Anche se a ben vedere, non è poi così inspiegabile. In effetti, se esiste un’ottima ragione per chi, avendo un nome spendibile, pubblichi un libro, non esiste una ragione altrettanto valida per cui noi lo si debba leggere!

Se questa non è la spiegazione principale dello scarso leggere, desisto da altre ipotesi. Non intendo infilzare ulteriori cazzate o banalità.  Probabilmente la verità è molto semplice: Preferiamo rincoglionirci davanti al televisore. Per molti, l’ultimo libro letto nel biennio, è l’elenco telefonico.

L’energia risparmiata nella lettura, pur conservandosi in ossequio ai principi della termodinamica, si trasforma in qualcos’altro. Chi non apprezza il supporto vitale offerto dal libro, trae sostegno, sollievo e conforto da paradisi artificiali alternativi.

No. Non dalla droga, bensì dall’auto, dal computer e dal supermercato. Oltre che dalla televisione. Ovviamente.

E così la sua vita non lavorativa, oscilla tra questi quattro poli d’interesse. Il vero Santo Graal di questa nostra tormentata epoca. Altrettanto ovviamente, spende molto di più.

La rarità dei lettori è forse peggiore di ciò che sembra. Perché le statistiche sono basate sulle vendite, e parecchi comprano libri che poi non leggono.

Magari è il libro che fu recensito come l’evento letterario dell’anno. Di più, dell’intero decennio Che tutti hanno comprato ma quasi nessuno si è spinto oltre le prime venti pagine.( Noi reprobi illetterati, ci siamo trascinati con dolorosa sofferenza fino a pagina tredici). Però è stato incensato dai critici in misura inversa della sua comprensibilità. Allora fingiamo di averlo letto.Tanto basta poco per affermarlo.Magari bastano solo le due  righe di recensione. E poi non è mai una perdita secca, poiché il libro arreda. Ci sono pertanto i libri, che si comprano a metro quadro di dorso. Il titolo deve essere ben visibile e soprattutto impegnato. Il sogno nel cassetto di molti, è farsi fotografare, seduti ad una scrivania, sullo sfondo di una parete arredata con i suddetti dorsi impegnati. Sorridenti e con una penna in mano.

Ai miei tempi, molti chiedevano libri in prestito, che invariabilmente non restituivano, fino a costituirsi cospicue biblioteche. Oggi, chi i libri li compra, corre meno rischi.

I così detti giovani, la fascia d’età più conformista nell’insieme considerato, seguono il gruppo. Il gruppo non legge, e loro non leggono. D’altra parte si sa che la lettura isola, specie se si legge al cesso.

Se poi, nel gruppo si afferma che: “Frusciante è uscito dal gruppo” o che Moccia è fico, può succedere che qualcuno ci prova. Quanto a leggere libri di politica nessuno lo fa più dopo il boom di quarantanni fa, a meno che, vista la situazione di scarsità di lavoro e perdurante precariato, non si abbia ricevuto l’illuminazione di buttarsi in politica. Resta una delle carriere più facili e redditizie, nonostante la concorrenza.

Tra gli adulti, quelli che i libri li comprano, hanno poco tempo, hanno paura di sbagliare, seguono il loro quotidiano, (forsanche gratuito) o il capufficio, ma non necessariamente nell’ordine.

Tra i vecchi, ci sono alcuni dei più appassionati lettori, gente che arriva perfino a chiederli in prestito i libri, (però li restituisce !); ma non tutti ne hanno l’abitudine e per apprezzare la lettura non è vero che non è mai troppo tardi.

Chi non legge, non immagina che uno scenografo di fiction è in grado di dare soltanto una data sequenza d’inquadrature, mentre è infinita la varietà fascinosa di scenari, che una fantasia ben allenata, può trarre dalle righe di un libro che ti piace. Athos può essere più bello di Van Eflin e D’Artagnan più bravo di Gene Kelly.

La televisione si guarda, ma si può anche pensare ad altro. Un libro si legge con la mente e nei giorni bui è un luogo dove rifugiarsi.

Ci vorrebbe, una guida all’acquisto, dalla parte del lettore, sponsorizzata e tutelata dalle associazioni consumatori, con le quali concordare in precedenza i requisiti di un buon libro.

Minimo: Insegnarti qualcosa sull’arte di sopravvivere, farti sognare un po’, non porti più problemi di quanti non ti aiuti a risolvere.

Non  ci arriveremo. Ci sono troppi interessi, anche politici.

Non v’è dubbio  ci siano autori, gratificati da cospicue vendite, che non avrebbero mai raggiunto i livelli di diffusione attuali se non avessero fruito di una rilevante grancassa ideologica da parte di compagni di fede.

E’ successo: Ho acquistato libri molto famosi. Con meraviglia li ho trovati noiosi. Spesso, non sono neanche arrivato in fondo. Non li ho capiti? E’ possibile. Si sa, ad esempio: Per capire Joice, ti devi comprare un altro libro che te lo spiega. “ Come leggere l’Ulisse di Joice”. Oggi c’è meno fede e le tirature sono calate.

Tutte balle! La buona letteratura è istintivamente fruibile. Ci dobbiamo ribellare a forme d’indottrinamento occulte.

Alcuni libri parlano alla mente, altri all’anima. Poi ci sono le rotture di palle. Quest’ultima può sembrare una classifica  del tutto soggettiva. Eppure spesso, se domandi, indaghi: Sorpresa! Il giudizio che sembrava soggettivo riscuote un ampio, ancorchè timido consenso. I libri dell’anima  offrono,  rifugio, conforto, o semplice svago. Rifugio allorché le traversie della vita  angosciano la mente,  il cavallo imbizzarrito che non trova riposo. Il conforto è preferibile al rifugio, ma assai più raro.È per i giorni bui e dolorosi  Lo svago è per i giorni lieti, quando la mente è serena.

Se il libro  non appartiene alle prime due categorie, ricade inevitabilmente nella terza.

A volte i libri sono anche una forma economica d’informazioni. Competitiva con Internet, a pari risultati. Come sostenevo, quando mi tagliavano i fondi per la bibilioteca. Infatti, è sufficiente trovarci una sola informazione utile, per esserti ripagato del suo costo. ( Così sostenevo allora!)

Di molte cose, osannate per lunghi periodi e ragion di parte, il tempo, poi galantuomo, ha reso giustizia, riconducendole ai loro meriti reali.

Dopotutto, ci sono voluti venti o più anni e l’intercessione di Paolo Villaggio, per stabilire che forse, “La corazzata Potemkin» è una boiata pazzesca.

Ci sono libri che incidono sul tuo modo di essere e libri che ti accompagnano per tutta la vita. Livre de chevet, dicono i francesi, un libro cui fare riferimento per suggerimenti ed ispirazioni.

Può essere Robinson Crusoe o Il Piccolo Principe; Antologia di Spoon River o Quest’amore di Prevert o: il Vangelo. Ma anche cose semplici, come

I ragazzi della Via Paal.

L’importante è che funzioni. Ogni tanto ne leggi e ne rileggi un pezzo e se non sai che fare ci guardi dentro, alla ricerca di qualche idea.

Ovviamente non tutti hanno la fortuna di avercelo un Livre de Chevet, ma tutti possono cercarlo. Magicamente, questo nostro libro favorito costituisce una sintesi tra libro della mente e libro dell’anima.

Mezzanotte si alzò a fatica dalla poltrona scomodissima, dove si era intrattenuto a rimuginare queste minchiate. Spense la luce, avviandosi verso la camera da letto.

Puoi lasciare un commento a questo post, o fare un trackback .


Commenta questo post