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13
mar

Vecchi sceneggiati poliziotteschi.(1)

scritto da Sergio , in: Giallo

Nelle scorse settimane non avevo trovato nulla di meglio che fare le ore piccole per rivedere gli episodi di Nebbie e Delitti. Per ore piccole intendo dall’una alle tre di notte, la fascia oraria dei film porno. In passato i primi episodi li avevo visti e dimenticati. Ma era restato uno strascico di fantasie nostalgiche.

Sarò sincero: Non sono un fan di Luca Barbareschi, anche se nei poliziotteschi c’è di peggio. (Non enumero, la lista sarebbe lunga). Credevo che per un attore interpretare il ruolo di commissario o altro graduato investigativo, fosse oggi un’ambita forma di consacrazione artistica quale una volta recitare un ruolo di Sakespeare o almeno Sem Benelli. ( Pensavo a Gino Cervi, Tino Buazzelli, Paolo Ferrari, Pietro Germi) Salvo che un tempo ci si arrivava per meriti artistici largamente riconosciuti e invece oggi va per raccomandazione di vario genere. Quando ho saputo l’entità dei compensi erogati ho capito sia quanto fossi ingenuo, sia quanto l’arte non c’entri un fico in queste cose.

Neanche per Valerio Varesi stravedo. Ma non è una critica. Ho solo gusti diversi. In Nebbie e Delitti mi intrigavano due cose. La prima: Che fosse girato a Ferrara , con belle inquadrature della città. La seconda: Natasha Stefanenko, per la quale non servono aggettivi o commenti. Ma alla terza serie, il regista o la produzione o chissàchi ha un duplice colpo di genio: Abbandona Ferrara per ambientare Nebbie e Delitti 3 in squallide periferie della Torino postindustriale. Senza neanche aggiornare il titolo alla nuova realtà. Che so: Macerie e Delitti, Cadaveri e Relitti. Insomma un pathos da Ultima Spiaggia. Come se non bastasse hanno sostituito la Stefanenko con Anna Valle. Per carità: Bella donna, perfetta per un remake casereccio di Il Diavolo veste Prada, ma forse estranea alle atmosfere di Varesi, seppure con il cappello da puffo. In compenso è stata potenziata la carrettella. ASL e volontariato.Barbareschi ha messo su una barba da uomo-lupo, insomma un Nonno Libero con qualche morto ammazzato.

Finalmente sono andato a letto presto.

(1) Il neologismo purtroppo non è mio. L’ho visto alla Libreria Feltrinelli.

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