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	<pubDate>Sat, 12 May 2012 19:11:41 +0000</pubDate>
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		<title>Il Codice Da Velletri.</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 20:58:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Ancora sui gialli televisivi. Ancora che? Ancora opinioni. Le stesse, ma con la voglia di fare chiarezza, di definire le regole del gioco. ( Come se fosse importante.)
Lo spunto me lo ha fornito Paolo, uno dei pochi lettori di libri gialli che conosco:
- P : Ho letto il tuo post su Nebbie e Delitti 3. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ancora sui gialli televisivi. Ancora che? Ancora opinioni. Le stesse, ma con la voglia di fare chiarezza, di definire le regole del gioco. ( Come se fosse importante.)</p>
<p>Lo spunto me lo ha fornito Paolo, uno dei pochi lettori di libri gialli che conosco:</p>
<p>- P : Ho letto il tuo post su Nebbie e Delitti 3. Mi sembra di capire&nbsp; che almeno la Prima e la Seconda Serie ti siano piaciute!</p>
<p>- M : E&#8217; ovvio! Non sono mica scemo! Fare le ore piccole per guardare uno spettacolo&nbsp; che neanche mi piace? Succede, ma di solito in prima serata. Quel post esprime rammarico nel vedere una cosa che mi piaceva trasformarsi in un altra che mi piace meno. Se di belle fiction poliziesche ce ne fossero a iosa, non ne avrei fatto cenno.</p>
<p>- P : E&#8217; soltanto la tua opinione! Magari ai torinesi piace più la Terza Serie!</p>
<p>- M : Certo. Forse è il caso di chiarire. Su questo blog o ci sono parti di fantasia o ci sono opinioni personali. D&#8217;altra parte è inevitabile. Per riportare fatti ci vogliono notizie inconfutabili e di prima mano. Nel genere, dispongo solo di fatti personali e non ho alcuna voglia di raccontarli. C&#8217;è poco mistero e non interessano nessuno. (è un opinione!)&nbsp; Quanto a riportare notizie fresche di seconda mano, se possibile cerco di evitarlo. Che sugo c&#8217;è? Anche se non manca chi lo fa. Tolto questo, cosa rimane? Solo la fantasia e le opinioni: Mi pace questo, non mi piace quello. Che poi fatti o eventi o quant&#8217;altro sia reale possa coincidere con le mie fantasie o opinioni, è da ritenersi puramente casuale.</p>
<p>Che cosa sono le opinioni? Sono un prodotto ibrido dell&#8217;intelligenza razionale e dell&#8217;intelligenza emotiva. Spesso prevale quest&#8217;ultima ed allora si chiamano&#8221;gusti&#8221;. Non dimentico mai quanto sosteneva Silvio Ceccato: Nelle relazioni interpersonali, divide molto di più una differenza di gusti che una differenza di opinioni. </p>
<p>Sono libero di esprimere le mie opinioni? Credo che una risposta adeguata a questa domanda esorbiti i modesti limiti di questo blog.</p>
<p>Per quel che vale, sostengo che le mie opinioni purtroppo sono innocue, non presentano pericoli e possono essere sposate o ignorate senza conseguenze. Non sono un&#8217;Agenzia di Rating. Non mi sono montata la testa!</p>
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		<title>Vecchi sceneggiati poliziotteschi.(1)</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Mar 2012 09:12:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Giallo]]></category>

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		<description><![CDATA[Nelle scorse settimane non avevo trovato nulla di meglio che fare le ore piccole per rivedere gli episodi di Nebbie e Delitti. Per ore piccole intendo dall&#8217;una alle tre di notte, la fascia oraria dei film porno. In passato i primi episodi li avevo visti e dimenticati.  Ma era restato uno strascico di fantasie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle scorse settimane non avevo trovato nulla di meglio che fare le ore piccole per rivedere gli episodi di Nebbie e Delitti. Per ore piccole intendo dall&#8217;una alle tre di notte, la fascia oraria dei film porno. In passato i primi episodi li avevo visti e dimenticati.  Ma era restato uno strascico di fantasie nostalgiche.</p>
<p>Sarò sincero: Non sono un fan di Luca Barbareschi, anche se nei poliziotteschi c&#8217;è di peggio. (Non enumero, la lista sarebbe lunga). Credevo che per un attore interpretare il ruolo di commissario o altro graduato investigativo,  fosse oggi un&#8217;ambita forma di consacrazione artistica quale una volta recitare un ruolo di Sakespeare o almeno Sem Benelli. ( Pensavo a Gino Cervi, Tino Buazzelli, Paolo Ferrari, Pietro Germi) Salvo che un tempo ci si arrivava per meriti artistici largamente riconosciuti e invece oggi va per raccomandazione di vario genere. Quando ho saputo l&#8217;entità dei compensi erogati ho capito sia quanto fossi ingenuo, sia quanto l&#8217;arte non c&#8217;entri un fico in queste cose.</p>
<p>Neanche per Valerio Varesi stravedo. Ma non è una critica. Ho solo gusti diversi. In Nebbie e Delitti mi intrigavano due cose. La prima: Che fosse girato a Ferrara , con belle inquadrature della città. La seconda: Natasha Stefanenko, per la quale non servono aggettivi o commenti. Ma alla terza serie, il regista o la produzione o chissàchi ha un duplice colpo di genio: Abbandona Ferrara per ambientare Nebbie e Delitti 3 in squallide periferie della Torino postindustriale. Senza neanche aggiornare il titolo alla nuova realtà. Che so: Macerie e Delitti, Cadaveri e Relitti. Insomma un pathos da Ultima Spiaggia. Come se non bastasse hanno sostituito la Stefanenko con Anna Valle. Per carità: Bella donna, perfetta per un remake casereccio di Il Diavolo veste Prada, ma forse estranea alle atmosfere di Varesi, seppure con il cappello da puffo. In compenso è stata potenziata la carrettella. ASL e volontariato.Barbareschi ha messo su una barba da uomo-lupo, insomma un Nonno Libero con qualche morto ammazzato.</p>
<p>Finalmente sono andato a letto presto.</p>
<p>(1) Il neologismo purtroppo non è mio. L&#8217;ho visto alla Libreria Feltrinelli.</p>
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		<title>L&#8217;avventura dell&#8217;Uomo di Tournai.</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jul 2011 07:47:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Giallo]]></category>

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		<description><![CDATA[Ragazzi, giallisti, cibernetici spersi nello spazio virtuale, correte in farmacia. Compretevi pacchi di benzodiazepine perchè sto per propinarvi qualcosa che non vi farà dormire. Come i migliori i, gialli classici tra le due guerre.
Il concetto è sempre quello già enunciato per i libri (gialli): I piaceri della vita sono pochi. Se vi educate o venite [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ragazzi, giallisti, cibernetici spersi nello spazio virtuale, correte in farmacia. Compretevi pacchi di benzodiazepine perchè sto per propinarvi qualcosa che non vi farà dormire. Come i migliori i,<strong> gialli classici </strong>tra le due guerre.</p>
<p>Il concetto è sempre quello già enunciato per i libri (gialli):<em> I piaceri della vita sono pochi.</em> Se vi educate o venite in qualche modo stimolati, questi sono suscettibili di aumentare, ne nascono di nuovi. Altrimenti farete sempre le solite cazzate: la televisione, i video giochi e compagnia bella. Vale a dire le cose conosciute, quelle che fate adesso. Spesso vi domanderete: <em>Che famo?</em></p>
<p>Prendiamo ad esempio il caviale. Se non lo avete mai assaggiato, all&#8217;improbabile occorrenza, vi sembrerà una poltiglia di palline gelatinose, nerastre e nauseabonde,che puzzano di pesce. Ammetto che non sarebbe poi un grave handicap, ma era solo un esempio. Si apprezza (lentamente), ciò che si conosce, magari dall&#8217;infanzia. L&#8217;apprendimento di cose nuove va fatto nel modo giusto, senza mollare alla prima difficoltà e con la consapevolezza che ne vale la pena. Oggi, più di ieri c&#8217;è molta disaffezione all&#8217;apprendimento in genere.  Per tutto ciò che sa di scuola. Quelli che non hanno voglia di fare (una mazza), abbandonano la scuola dicendo. Tanto anche se ti prendi una laurea, il posto fisso non lo trovi. Meglio andare a Londra, fare un corso di cucina, poi transvolare a New York ed aprire un ristorante. Già, meglio, ma i soldi? Mio cugino Ferruccio, in questi casi diceva:&#8221;"Sì. E poi ti svegli e ti trovi con la mano nel pitale! (1)&#8221;  Meglio studiare. E&#8217; meno umido.</p>
<p>Ed ora fuori il rospo. Intendo parlarvi di<strong> Rogier van der Weyden</strong>, pittore fiammingo. Per forza di cose, mi rivolgo ad un pubblico limitato d&#8217;ipotetici lettori. Accomunato dalle seguenti caratteristiche: Non hanno mai mangiato il caviale, qualche volta leggono libri gialli. amano i videogiochi, sognano di aprire un ristorante a New York, studiano con sofferenza, ( oppure hanno già mollato) e non hanno mai sentito parlare di Rogier van der Weyden. Se non vi riconoscete in alcuna di queste tipologie, forse siete nel posto sbagliato. Almeno per il momento.</p>
<p>In questo blog, già altre volte ho scritto di<em> varie ed eventuali</em> ( come titola l&#8217;amministratore del condominio),</p>
<p>di cose che di giallo hanno poco, anche se a ben guardare qualcosa si trova sempre: libri (non gialli), vini rossi e bianchi,(ma non gialli), cucina ( ma non cinese). E allora perchè non di pittura? E&#8217; un discorso di<em> &#8221; mi piace questo, mi piace quello&#8221;</em> come per i gialli, senza foto. Una chiacchiera a secco. ( Solo testo, roba da gente che legge!) Dovete fidarvi. Poi, se sarete incuriositi a sufficienza, andrete a vedervi i quadri per i musei del mondo e avrete una cosa <em>nuova </em>da fare. Se non sarete incuriositi, resterete con i videogiochi ( o al massimo con i cruciverba). E non si tratta soltanto di aumentare i vostri piaceri, ma anche di fornire immagini alla vostra fantasia, se ne fate qualche uso. Inoltre sappiate: su talune ragazze Rogier van der Weyden fa più colpo di un paio di jeans firmati.</p>
<p>Tra i miei pittori italiani preferiti, molti sono del Quattrocento: Masaccio, Paolo Uccello, Piero della Francesca, Andrea Mantegna, Antonello da Messina, Giovanni Bellini, Vittore Carpaccio, Sandro Botticelli, il Perugino. (Questa lista non è una futile ostentazione di cultura, è una semina tra lo sparuto drappello dei miei lettori. Un sasso nello stagno,  hai visto mai &#8230;) Guarda caso, anche tra i miei fiamminghi preferiti, due sono del Quattrocento: Jan Van Eyck e<strong> Rogier van der Weyden.</strong> Ma non penso affatto sia un caso. Diciamo che il quattrocento è un buon &#8230; secolo.</p>
<p>E&#8217; un vecchio amore. Nell<strong>&#8216;Enigma di Ferrara</strong> avevo scritto:</p>
<p><em>&#8220;&#8221;Il sogno era stato molto nitido. Senza quell&#8217;effetto flou tipico dei sogni e dei quadri di P.P.Rubens e di Francisco Goya. Bensì a contorni ben nitidi come nel<strong> El Descendimiento </strong>di Rogier van der Weyden. Che fu presente a Ferrara al tempo di Lionello D&#8217;Este&#8221;"</em></p>
<p>Così sappiamo due cose su Rogier: grande nitidezza e coinvolgimento con Ferrara.</p>
<p>Che altro vi dico di lui? Sostanzialmente (bruttissima parola) vi dico quali sono tra i suoi, i <strong>quadri </strong>che preferisco e dove li potete vedere. Un informazione turistica &#8230; personalizzata. Magari si scopre che abbiamo gli stessi gusti. <em>- <strong>Ritratto di Giovane donna</strong>. Berlino Staatliche Museen Gemäldegalerie </em>Gli occhi della bella donna seguono l&#8217;osservatore, comunque si sposti. Vi sembra facile da fare? Alcuni dicono che la fanciulla ritratta sia la moglie del pittore: Elisabeth Goffaerth. Altri invece sostengono sia Nicole de  Bosquiel, detta La Castellana, una delle numerose amanti di Filippo il buono, duca di Borgogna. Immagino che assillo sia per voi l&#8217;ambiguità di questa attribuzione. Assillo per assillo, mi viene un dubbio: Castellana ovvero Chatelain. Mi sembra più un nome, un casato, che un soprannome. Ne riparleremo, se Dio vorrà.</p>
<p>Al tempo, il ducato di Borgogna comprendeva i Paesi bassi meridionali. ( Namur,Louxemburg, Limburg e Brabante) nonchè  i Paesi bassi del nord  (Olanda, Zelanda e Hainaut) Studiate ragazzi, studiate! Basta con le canne.</p>
<p>Quando andrete a Berlino e non ho dubbi: prima o poi ci andrete, (per viaggiare gli italiani non hanno bisogno né di stimoli ne d&#8217;informazioni) Andate a vederla alla Gemäldegalerie. Compratevi la guida. E che c&#8217;è sulla copertina della guida? Guarda caso: il nostro quadro. (Ve lo titolo in inglese, lingua che padroneggiate alla perfezione. Se no come fate ad aprire un restaurant a N.Y.? <em>Portrait of a woman with a winged bonnet.)</em></p>
<p><em>E sì che alla Gemälde non è che mancano i capolavori. Vi suggerisco di comprarvi la guida, così eviterete figure di merda, simili a quella fatta da un gruppo di giovani che incrociammo per le strade di Arles, in Provenza. Poichè erano italiani, per la strada parlavano a gran voce, acciochè nessuno che capisse la lingua potesse perdersi le perle dei loro discorsi. Uno disse baldanzoso:</em><em> &#8220;&#8221;E adesso andiamoci a vedere questo Van Gogh!&#8221;"</em></p>
<p>Purtroppo il tapino ignorava: Non c&#8217;è alcun quadro di Van Gogh ad Arles! Ci sarà rimasto male. Non starò a spiegarvi chi è Van Gogh, mi limiterò a ricordare: Visse un paio di anni ad Arles.</p>
<p>Torniamo a Rogier van der Weyden. Nel mentre lui dipingeva dannatamente bene splendidi ritratti e soggetti a carattere religioso (dovete sempre domandarvi: chi ha abbastanza soldi da pagare un grande artista?)  in Europa si combatteva la Guerra dei Cent&#8217;anni.</p>
<p>L&#8217;Inghilterra intendeva papparsi la Francia e c&#8217;erano quasi riusciti dopo la vittoria di Enrico V ad Azincourt. anche con l&#8217;aiuto dei Borgognoni. Ma avevano fatto i conti senza una contadina della Lorena, una certa Giovanna D&#8217;Arco. La donzella, alla testa di molti volenterosi incazzati, agli Inglesi gli fece un culo tanto, con o senza i Borgognoni. Tanto che liberò la Francia fino a Reims (terra di Champagne) abbastanza vicino alla Borgogna e consentì l&#8217;incoronazione di Carlo VII a re di Francia e fine della disputa dinastica.</p>
<p>I borgognoni catturarono Giovanna D&#8217;Arco e con il grande senso degli affari, tipico del paese, la vendettero agli Inglesi. Questi con elevato spirito religioso,(erano ancora cattolici), la bruciarono sul rogo. Non gli servì a niente, alla fine della Guerra dei Cent&#8217;Anni agli Inglesi in Francia restò solo Calais e gli occhi per piangere. Giovanna sul rogo profferì la celebre frase: &#8220;&#8221;Dio stramaledica gli Inglesi!&#8221;" ripresa poi da molti altri: Dai cinesi di Canton,da alcuni indiani,dal Capitano Nemo e da frange estremiste dell&#8217;I.R.A. Per Adrian ( il padrone del blog), invece la frase giusta è :&#8221;"Dio stramaledica <strong>l&#8217;Inglese</strong>. (lingua e materia scolastica).</p>
<p>Ma non divaghiamo, Rogier van der Weyden ( o detto alla vallone: Roger de la Pasture), era nato a <strong>Tournai</strong>, nell&#8217;Hainaut dell&#8217;attuale Belgio, non lontano dal confine francese e dalla città di Lille ( dove stava Van Eyck!). Tournai alla nascita di Rogier (1399) era la quarta città della Francia, ricca per la manifattura di arazzi e armature, godeva di un&#8217; ampia autonomia amministrativa. Nel 1430 diventa borgognona. Rimane indipendente ma paga le tasse al duca di Borgogna. Va ricordato che il nostro è un artista del Quattrocento, perciò le notizie su di lui sono scarse, spesso incerte. I quadri non sono firmati né datati. Gli archivi di Tournai andarono distrutti nella seconda guerra mondiale, quelli di Bruxelles a causa di un bombardamento fracese nel seicento. Le trascrizioni parziali fanno più casino che chiarezza. Situazione ideale per un contesto Internet:<em> ognuno può dire le cazzate che vuole!</em></p>
<p><em> Rogier non fece mai un suo autoritratto Invece il ritratto glie lo fece Cornelius Cort o Cornelio il Fiammingo, rendendogli un pessimo servizio.</em></p>
<p><em>D</em>ice Alexander Duckers:&#8221;" Durante l&#8217;infanzia e la giovinezza di Rogier van der Weyden si verificarono alcune innovazioni nel campo della pittura, determinanti per l&#8217;evoluzione dell&#8217;arte occidentale.&#8221;"</p>
<p>Ciò ad opera di Van Eyck e qualche altro. Significa che tramite i colori ad olio, la rappresentazione del reale, fino ad allora primitiva e approssimata, diventa efficace e dettagliata. Se leggerete di Rogier van der Weyden lo troverete sempre in coppia con Van Eyck.</p>
<p>E.H.Gombrich, nella sua storia dell&#8217;arte, dice che Rogier ( come Van Eyck) <em>&#8220;sapeva riprodurre ogni particolare, ogni capello, ogni cucitura</em>.&#8221;" Ed inoltre : &#8220;&#8221;<em>Egli conservò gran parte di quella tradizione di <strong>nitido disegno</strong> che avrebbe potuto perdersi sotto il peso delle scoperte di VanEyck.&#8221;" </em></p>
<p>C&#8221;è anche il problema della rappresentazione dei diversi piani dello spazio o sviluppo spaziale della scena. Le pale d&#8217;altare vanno viste dai fedeli  quindi la scena deve essere al tempo stesso visibile, imponente e naturale, non forzata o artificiosa. Raro equilibrio, difficile da raggiungere. Pur essendo magistralmente bravo a raffigurare il vero, Rogier non rimase mai schiavo di questa capacità, preoccupandosi soltanto che nell&#8217;insieme il suo manufatto: il quadro, risultasse bello. Ma lasciamo la storia e torniamo ai quadri:</p>
<ul>
<li><strong>Deposizione dalla Croce. </strong>Madrid Museo Nacional del Prado. E&#8217; il quadro menzionato nel<strong>l&#8217;Enigma di Ferrara</strong> (vedi prima)</li>
<li><strong>Trittico dell&#8217;Annunciazione</strong>. Torino Galleria Sabauda. 2 pannelli laterali</li>
<li><strong>Trittico di Santa Colomba</strong>. Monaco, Alte Pinakotek.</li>
<li><strong>Ritratto di giovane donna</strong>. Washington,National Gallery</li>
<li><strong>La Maddalena leggente.</strong> Londra, National Gallery frammento</li>
<li><strong>Ritratto di Philippe de Croÿ</strong>. Anversa, Koninklijk Museum</li>
<li><strong>Ritratto di  Uomo con freccia</strong>. Bruxelles, Musèe des Beaux Arts</li>
<li><strong>Ritratto di Francesco D&#8217;Este</strong>. New York, Metropolitan Museum of Art.</li>
<li><strong>Trittico Braque</strong>. Parigi, Musèe du Louvre.</li>
<li><strong>Dittico di Vienna.</strong> Vienna, Kunsthistorisches Museum</li>
</ul>
<p>Questi sono i preferiti, quelli da non perdere, ma non è che gli altri sono brutti. Rogier van der Weyden muore a Bruxelles il 18 giugno del 1464, dove è sepolto nella chiesa di Santa Gudula.(potete controllare). E allora?</p>
<p>E no! Di questi tempi, meglio essere prudenti. Questa è prova certa che quanto precede non è pubblicità occulta. Non sto segnalandovi i deliziosi acquarelli di di Don Ciccillo il Chianchiere, di Cocullo al Vesuvio, dal quale potrei ricevere a compenso qualche controfiletto! (Dagospia difficilmente s&#8217;interesserà di questo blog. Pazienza.)</p>
<p>La Guerra dei Cent&#8217;Anni mi ha richiamato alla memoria un fatterello del Liceo. Avevamo un professore di storia e filosofia, giovane e raro, cioè:bravo davvero. Di quelli capaci di renderti affascinante la materia che insegnano, anche tuo malgrado. E c&#8217;era un compagno di nome Testa. Non era soltanto un innocuo soggetto, occasionalmente o anche frequentemente impreparato. E chi non lo è stato? No. Interrompeva a sproposito, pontificava su cazzate, spesso disturbava, sempre con una certa prosopopea. Ma la cosa inusuale non è ciò. L&#8217;episodio in se sarebbe insignificante, se non fosse per il modo di parlare del Testa.  Aveva una voce profonda ed impostata, di timbro baritonale e di tono aulico. Sembrava Albertazzi che legge Margherita Yourcenar, anche se chiedeva soltanto: Che ha fatto la Roma? o un&#8217;altra minchiata qualunque.<br />
Il professore scorreva il registro e noi tentavamo di nasconderci alla meno peggio, sollevando la tavoletta del banco. « TESTA, VIENI TU! » Testa andò, tradendo una certa riluttanza, ma giunto alla cattedra assunse una posa da tribuno. « Parlami della Guerra dei Cent&#8217;anni! » disse il prof.  Testa impassibile , sollevò fieramente   la medesima, qual Marcantonio sul feretro di Cesare. Sicuro, un po&#8217; enfatico, esordì dando fiato alle sue polifoniche corde vocali. « Dunque &#8230; (pausa ad effetto) &#8230; La guerra dei Cent&#8217;Anni deve il suo nome al fatto che fu combattuta per cento anni. »  Il tono calò di colpo, il timbro si afflosciò, divenne un rauco sussurro&#8230; nella classe si sentivano volare le mosche. «Oddio! Non proprio cento anni esatti &#8230; poco più &#8230; poco meno &#8230; » Tacque del tutto. Il suo silenzio si protrasse fintanto che fu evidente: Non aveva altro da aggiungere. « Grazie Testa , ti puoi accomodare.» Testa si accomodò con un sorrisetto. Dopo alcuni minuti il professore disse: « Ragazzi, dite spesso che noi professori siamo delle carogne. Per una volta, voglio fare un gesto di democrazia assembleare. Non che mi piaccia quel tipo di democrazia! Date voi un giudizio sull&#8217;esposizione di Testa» La classe all&#8217;unisono: «Testa, sei una testa di cazzo!»  Durante la ricreazione, colsi l&#8217;occasione ed avvicinai il professore. « Prof - gli chiesi - perchè ha detto che non le piace la democrazia assembleare? » «Possono prevalere i più stronzi! »</p>
<p>Ma torniamo ancora a Van der Weyden. Non sono certo qui a sintetizzarvi le dotte disquisizioni dei critici per voi e per me, non tanto incomprensibili quanto pallose. Meglio un approccio empirico, a imitazione della gente del tempo, quando se lo trovava davanti all&#8217;improvviso. Toh! Bello questo Van der Weyden! E&#8217; necessario chiarire un potenziale equivoco: <strong>vedere </strong>è meglio di leggere. Le arti figurative si godono vedendole e rimirandole, si godono con la vista come la musica si gode con l&#8217;udito ed il vino con il gusto. Leggere può servire solo di stimolo a vedere, a suscitare una curiosità, a focalizzare un&#8217;attenzione che rischia di disperdersi, ad introdurre un nome nella memoria che al momento di vedere si farà più attenta. Sarebbe stato facile inserire foto dei quadri di cui si parla. Molti lo fanno, fa più bello l&#8217;articolo, ma secondo me, meno efficace. Ci sono troppe immagini in giro.  Così la curiosità si sopisce, si appaga del surrogato e si finisce per limitarsi a guardare le foto. (Sarebbe come andare in fondo al giallo e leggere chi è il colpevole!)  Credetemi:  i quadri danno altre emozioni.</p>
<p>Per questo la storiella del<strong> Testa e la Guerra dei Cent&#8217;Anni</strong>,è un flop.  Perché il buffo stava tutto nella voce del Testa e quella non ho potuto farvela sentire. Con il Testa ci siamo persi di vista, ma una previsione mi sembra scontata: aveva una bella voce, parlava bene, non aveva nulla da dire, avrà fatto il politico.</p>
<p>Rogier si era stabilito a Bruxelles e faceva il ritratto all&#8217;aristocrazia della città, a quelli che se lo potevano permettere. Ma era <em>scevro da servo encomio.</em> Aveva un incarico onorifico, <em>Pittore della città di Bruxelle</em>s, ma non aveva padrone. Era un free lance. Fece il<strong> Ritratto di Giovane donna , </strong>di Washington( National Gallery of Art) . Una roba da farti cadere gli occhi per terra. Una donna bellissima, un attrice. Ricorda Anna Falchi, prima di fidanzarsi con Max Biaggi. Gli esperti pensano sia Marie de Valengin, figlia illegittima del sovrano, Filippo II, detto Filippo il Buono, duca di Borgogna, conte della Franca Contea Artois e Fiandre. Marie de Valengin sposò Pierre de Bauffremont, signore di Charny, che fu Ciambellano di Filippo III.   Non sentì mai il bisogno di mettere il suo ritratto su Facebook.</p>
<p>Ma dov&#8217;è il giallo? Ho sostenuto che un pizzico di giallo,  di enigmatico, a ben guardare si trova sempre. E&#8217; così. Prendiamo ad esempio il <strong>Ritratto di Giovane donna</strong> di Berlino.  E&#8217; Nicole de Bosquiel, una delle molte amanti di Filippo III o è la moglie del pittore, Elisabeth Goffaerth? Abito e acconciatura mi sembrano troppo modesti per la favorita del momento, di un sovrano fastoso come il duca di Borgogna. Il velo è fissato con un semplice spillo, il vestito non è male ma non è nero, come amava il duca e di riflesso i cortigiani. ( e la maggior parte di quelli che vanno in televisione). Farsi fare il ritratto dal pittore massimo , non è come farsi fare uno scatto digitale da un amico con il telefonino (anche se ha più di cinque pixel). Non ci vai casual,  braghe corte e maglietta, (il massimo del cesso!)  Ti metti il vestito buono, quello per i matrimoni. Magari lui, ( il pittore massimo) ti dava un consiglio sul tuo look, se tendevi a farti delle illusioni. E poi c&#8217;è la storia del simbolismo. Se malgrado tutto restavi un cesso, ci metteva qualche teschio sullo sfondo a significare che eri un fenomeno transeunte.</p>
<p>Oltre tutto all&#8217;epoca presunta del quadro 1433 - 1435,  le cose per Filippo sono stazionarie. E vero che la contesa con gli armagnacchi in alleanza con gli Inglesi, gli era andata a schifio, ma lui con prontezza fiamminga, ribalta le alleanze. Si fa venire lacrime di coccodrillo per il rogo di Giovanna e fa il trattato di Arras con CarloVII, ormai vincitore. grazie a Giovanna. Ma torniamo al dipinto:</p>
<p>E&#8217; vero, la donna mostra tre anelli: Una fedina con piccolo rubino all&#8217;anulare sinistro, altro anello sulla falangina (non Falanghina, non si beve) del medesimo dito, ( è in uso all&#8217;epoca,lo ha anche Philippe de Croÿ, vedi il ritratto ) ed uno sul mignolo della destra. (si intravede a stento.) Nei ritratti di Rogier bisogna guardare le mani. Ma non sono gioielli regali! Come ad esempio le grosse borchie d&#8217;oro della cintura rossa di Marie de Valengin. Sono cosucce che anche la figlia di un ricco calzolaio, poteva permettersi. Il calzolaio del Quattrocento in Borgogna, non va confuso con il ciabattino. Magari forniva scarpe e stivali al duca o era un mastro della sua corporazione artigiana, la Confindustria del tempo. Ricordiamo che il 27 giugno del1423,  a Tournai, i rappresentanti delle corporazioni artigiane, scesero in piazza armati (non con cartelli e slogan) reclamando di partecipare al governo della città. Il re di Francia, pro bono pacis, si affrettò ad accontentarli, ( tanto non gli passava alcuna indennità).</p>
<p>In conclusione propendo per l&#8217;ipotesi che la donna del ritratto, sia la moglie del pittore, ritratta probabilmente da fidanzata. Altrimenti avrebbe in evidenza la fede nunziale. I popoli del nord la portano a destra. Quanto al discorso: Poiché non mostra ritrosia nello sguardo, deve essere l&#8217;amante del sovrano, non mi convince affatto. Ma se guardava il fidanzato, famoso pittore, che le faceva il ritratto, perché nello sguardo doveva mostrare ritrosia, se mai qualche dubbio!  (Visto il ritratto di Cornelius Cort!)</p>
<p>Avevo deciso di darci un taglio ai commenti sui quadri preferiti, ma la vita riserba sorprese. <em>Estote parati</em>, dicevano nei boy scout. Mia moglie dice:« Ah! Ho capito. Sulle belle donne ti dilunghi ma sugli uomini niente male, sorvoli. Per amore di pace e memoria di Socrate ( La moglie Santippe, gli dava apertamente dello stronzo.) vi dirò quattro fanfaluche sull&#8217;Uomo con la freccia,<strong> L&#8217;Homme a la Fleche, </strong>che potete vedere a Bruxelles nel Musée des Beaux Arts. Non c&#8217;è dubbio, è un bell&#8217;uomo, genere Antonio Banderas. ( a parte il cappello rosso a cono, che forse l&#8217;attore non porta.) Guarda caso si pensa che sia Antoine &#8230; Antonio, il Gran Bastardo di Borgogna. Ma qui bastardo non è un insulto, non si riferisce al carattere, ma alla sua posizione dinastica: non è un erede legittimo. Era uno dei molti figli illegittimi di Filippo III, sua madre era Jeanne de Presle. Fu signore di Beveren, cittadina in prossimità di Anversa. Indossa nel ritratto, il collare del Toson d&#8217;Oro, ordine cavalleresco, creato dal duca Filippo. Toson d&#8217;oro significa Vello d&#8217;oro, rappresentato nel ciondolo e si rifà al mito di Giasone, eroe greco, che capeggiò la spedizione degli Argonauti. E fu anche amante di Medea che abbandonò e via con Euripide, Seneca e Corneille. Il collare era emblema di virtù cavalleresche, con protezione divina inclusa.</p>
<p>Antonio sposò Jeanne de Vieswville ed espletò funzioni militari e consiliari, meritando l&#8217;appellativo di Grande (cosa che non dicevano di tutti). I cavalieri insigniti dell&#8217;ordine del Toson d&#8217;Oro, viaggiavano spesso per partecipare a tornei. La freccia con cui è ritratto probabilmente ha a che fare con i tornei. Giudice di gara o trofeo vinto in un torneo di arcieri? Boh!</p>
<p>A proposito ho detto fanfaluche perchè su Internet c&#8217;è tutto e il suo contrario. Cazzate a iosa, gente che ha capito fischi per fiaschi e pontifica. Riciclo della medesima minestra.  Difficile discernere il grano dal loglio. (la zizzania, non l&#8217;extravergine!)</p>
<p>Basta! Se non vi ho convinto ad andare per i musei del mondo a vedere i quadri di Rogier van der Weyden, che da soli valgono la gita, non so che farci. Fatevi uno shampoo, come diceva G.Gaber in una famosa canzone. L&#8217;ultima cosa la dico più per me che per voi.: Rogier e <strong>Ferrara</strong>. (La città, non quello del Foglio)  Io per Ferrara ho una fissa, sono un patito, la considero Mia seconda patria. Ho quindi attenzione per quanto riguarda la sua storia.  Ferrara, avventure, amori, sfide, pericoli, misteri, dai Rampari di Belfiore al Po di Volano.  I momenti più belli della gioventù, <em>I migliori anni della nostra vita.</em> Ne ho fatto un romanzo &#8230; magra consolazione.</p>
<p>Rogier a Ferrara &#8230; è tutto un dubbio. Prove assolute che lui abbia dipinto in Ferrara, non ce ne sono. ma è sicuro che Ferrara lo ha accolto come un grande maestro ed ha pagato per i suoi quadri! Chiarisco il dubbio: ha dipinto i quadri stando a Ferrara o ha venduto quadri dipinti nelle Fiandre? Il punto è che Rogier usava tavole, tele,  pennelli e colori. Non faceva affreschi! Si dice che Rogier venne a Roma per l&#8217;anno santo nel 1450, fermandosi in varie città. Se qualcuna delle opere, andate tutte perdute, l&#8217; ha effettivamente dipinta a Ferrara, per far quadrare i conti, ci  doveva esser già venuto in precedenza. Infatti Lionello D&#8217;Este aveva un trittico di Van der Weyden, che conservava nel suo studiolo. Questo trittico fu visto<strong> nel 1449 ,</strong> da Ciriaco D&#8217;Ancona, epigrafista e svariate altre cose. quindi doveva essere stato dipinto in precedenza. C&#8217;è anche notizia di lavori di Rogier, nella Delizia di Belfiore, sempre per il marchese Lionello D&#8217;Este e sempre oggi perduti. Ma anche qui rimane il dubbio: Dipinti a Ferrara o nelle Fiandre?  Qualcuno si chiederà: Ma che ti frega, qual&#8217;è la differenza? Be&#8217; per me la differenza c&#8217;è. Ma per voi è giusto che non ve ne possa fregar di meno.</p>
<p>Molto bello è anche i<strong>l Ritratto di Francesco D&#8217;Este</strong>, del Metropolitan Museum di New York. ( Con una botta sola, potreste aprire il restaurant e vedere il quadro.) Questo Francesco D&#8217;Este era il figlio naturale di Lionello, signore di Ferrara dal 1441 al 1450, ( E si vede dalla somiglianza con il ritratto del marchese, del Pisanello). Fu inviato alla corte del duca di Borgogna per ricevere un educazione aristocratica. E forse anche militare. Decise alla morte del padre di rimanere nelle Fiandre. Se ci rimase a vita o tornò a Ferrara per farsi frate, è controverso. Sta di fatto che il suo fratellastro Niccolò, benché erede legittimo di Lionello, fece una brutta fine. E&#8217; vestito alla moda della corte borgognona e dall&#8217;età mostrata nel ritratto si pensa che il quadro sia stato commissionato da lui stesso verso il 1455 - 1460. O tornò o restò, se ne stette quieto. Aveva capito che non era aria. E&#8217; un personaggio senza storia.</p>
<p>Nella rete ci sono molti articoli su Rogier van der Weyden, se li cercherete vuol dire che siete incuriositi. Come nel Gioco delle Parti di Pirandello,io ho definito la mia:<strong> ho detto per chi ho scritto</strong>. Per tutti gli altri cibernetici dispersi  absit injuria verbis.</p>
<p>(1) Vaso, progressivamente in porcellana, ferro smaltato e volgarissima plastica. ( Decadimento del gusto) Per la pipì notturna. Detto anche<strong> Vaso da notte. </strong>Oggetto un po&#8217; retrò, al contrario della pipì notturna che invece è attualissima!</p>
<p><strong>Postscriptum</strong></p>
<p>Aggiungo qualcosa solo per quelli che la pensano come me su Ferrara ( parlo sempre della città).  Ciriaco D&#8217;Ancona si chiamava Ciriaco Pizzecolli, ed era archeologo, umanista, epigrafista e viaggiatore. L&#8217;epigrafe è la citazione in versi o in prosa all&#8217;inizio di un opera o di una sua parte. Epigrafista è uno che si occupa di queste stronzate.  Oggi, vigliacca se c&#8217;è un solo autore che non mette un epigrafe avanti a ciò che ha scritto. Io stesso non sono meglio. Nell&#8217;<strong>Enigma di Ferrara</strong> ho epigrafato un cosa da Beppe Severgnini: <strong>Chi scrive chiaro, sa scrivere!</strong> Lo studiolo di Lionello D&#8217;Este era uno degli ambienti della Delizia Estense ( una palazzina ) di Belfiore, voluta da Lionello nel 1447. Qualche fonte dice che Rogier aveva due scolari che lavoravano con lui a Belfiore : Angelo Parrasio e un certo Calasso. ( Relata refero).  Ma su Rogier non ci piove: Rigore grafico, intensità sentimentale e gusto ferrarese! Che volete di più</p>
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		<title>Amori Segreti</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Apr 2011 15:30:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[SI DICE: IL PRIMO AMORE NON SI SCORDA MAI. DI SOLITO COME PRIMO AMORE S'INTENDE IL PRIMO IN CUI C'è STATO QUALCHE CORRISPONDERE DI AMOROSI SENSI. MA L'ATTIVITà IN AMORE COMINCIA PRIMA E SPESSO è TOTALMENTE PRIVA DI OGNI FORMA DI CORRISPONDENZA,CENTO PER CENTO UNILATERALE. E' DI QUESTO CHE VOGLIAMO PARLARE. I PERSONAGGI DELLA STORIA SONO:MEZZANOTTE,L'IO NARRANTE. FIRPO, IL SUO MIGLIOR AMICO]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli italiani scrivono in molti. Diciamo: Il numero di quelli che scrivono ( libri o anche sui muri ) è troppo vicino al numero di quelli che leggono. La radice del problema non sta nei molti che scrivono (muri a parte), bensì nei pochi che leggono. Anche se ci sono delle attenuanti. Molti, troppi dei libri scritti vanno al macero. Non solo quelli di ignoti esordienti, anche quelli di autori <em>noti</em>.  Libri che ogni <em>noto</em> presentatore televisivo non manca di <em>presentare</em>. Gente nota. Magari non tanto per lo stile di penna, ma che non perde l&#8217;occasione di scrivere un libro. Bravi, ma poi chi li legge?</p>
<p>E&#8217; un problema di iperproduzione. Come ci sono le Quote Latte, ci vorrebbero le quote libri. E le relative multe U.E.  Le marce di protesta,non disponendo gli autori di trattori, le potrebbero fare con i &#8220;carrellini gran vecchia&#8221;. (Quelli con cui si va al supermercato ). Intendiamoci non leggere non sempre è un male. Prendiamo ad esempio: i libri dei politici. Ragazzi! Siam pazzi? Ma sfondo una porta aperta.  Remainders e bancarelle ne son pieni. Un&#8217; altra soluzione potrebbe essere: Scrivere libri divertenti. Così che tutti leggano. Anche se ci sarebbe pur sempre qualche difficoltà a trovarli nel mucchio.</p>
<p>Dei romanzi che vanno al macero molti parlano di donne. Gli amori degli autori. Veri o presunti. Nelle storie narrate c&#8217;è un fondo di verità, corretto da una robusta dose di fantasia. Il <em>&#8221; ciò che è stato</em>&#8221; sfuma dolcemente <em>nel&#8221; come si sarebbe voluto che fosse&#8221;.</em> In questa messe di letteratura romantica c&#8217;è una lacuna. Qui si cerca di colmarla. <strong>I proto amori</strong>. Vale a dire gli amori silenti, mai dichiarati. Tipo Dante per Beatrice. Sempre che, confesso la mia ignoranza, il Dante si sia fermato al Dolce StilNovo e con la Betrice non ci abbia mai fatto niente di concreto. Va da se: La dizione proto amori è benevola, in quanto lascia supporre, come fu nel mio caso, che in seguito qualche schifezza si sia pur fatta.</p>
<p>Ad integrazione del discorso sull&#8217;amore, per meglio leggere storie basate sui ricordi, è bene dire qualcosa su come funziona la memoria. Un po&#8217; perché viene meglio, ma anche per vizio. Io parto sempre<em> ab urbe condita</em>.</p>
<p>Noi pensiamo di tirar fuori i ricordi quasi l&#8217;avessimo registrati su un DVD e quindi riaverli integri, immutati da allora. Forse in stato ipnotico o per stimolazione cerebrale diretta , sarebbe così. Ma non è cosi se volontariamente sollecitiamo un ricordo. In tal caso i ricordi risultano inconsciamente riprocessati per opera delle nuove esperienze ed associazioni emotive. In più sono influenzati dallo stato d&#8217;animo del momento in cui li risvegliamo alla memoria.</p>
<p> </p>
<p>L&#8217;universo femminile, si schiude all&#8217;improvviso come un magico fiore sconosciuto, in un microcosmo fino a quel momento popolato solo da madri, nonne,  zie,  sorelle e cugine. Prima della mia prima ragazza, non avevo avuto nessuna con cui uscire, ma di <strong>amori segreti,</strong> vale a dire non dichiarati, qualcuno l&#8217;avevo avuto. Forse più di uno. Ognuno di noi ragazzi aveva il suo amore segreto, che tale era, sopratutto nei riguardi dell&#8217;oggetto amato, mentre per gli altri &#8230; lo sapevano tutti! Il mio amore segreto &#8220;ufficiale&#8221; era Marinella , cugina di Firpo.</p>
<p>Era una ragazza bruna e snella. Nella mia esaltazione amorosa, non la vedevo come era, ma me la figuravo come Rebecca, nella descrizione di Daphne Du Maurier: Capelli neri lisci,viso da angelo del Botticelli. Da grande fece la hostess,quando la categoria rappresentava un élite, ma non tollerava l&#8217;altitudine. Sposò un giornalista e poi divorziò. Tutto come da copione per un amore segreto first class. Un giorno, sempre della prima giovinezza, Firpo mi disse:<em> Non è degna di te!</em>  Il che, qualsivoglia cosa significasse, sembrava riflettere critiche e pettegolezzi, interni alla sfera parentale. Probabilmente Marinella d&#8217;uomini ne aveva parecchi, come del resto tutte le ragazze carine, mentre le sorelle del Firpo piuttosto pochi. Questa affermazione di Firpo mi lasciò freddo. A me piaceva molto, e lo status della nostra relazione mi consentiva di essere tollerante. E poi avevo un idea confusa su cosa fosse degno di me. La mia storia con Marinella è fatta di niente.</p>
<p>Una volta venne a stare in casa di Firpo, ospite per un periodo di convalescenza. ( poi ditemi che non fa Dickens!) Io a casa di Firpo ci svernavo. Mi chiese dei libri da leggere, giacchè la &#8220;<em>bibliotechina di tutto un po&#8217;</em>&#8221; del cugino Firpo (lui la chiamava così ), faceva veramente schifo. Se ne fosse disfatto in un colpo solo, avrebbe temporaneamente peggiorato la qualità media dell&#8217;immondizia urbana. Desideroso e preoccupato di fare bella figura, invece di scegliere il libro in base al contenuto, scelsi in base all&#8217;aspetto e stato di conservazione. Quindi le portai un libro nuovissimo, con bella rilegatura in tela e cartolina profumata per segnalibro. Ma di autore sconosciuto , e contenuto dubbio, una cosa cioè a livello della biblioteca di Firpo. Marinella non era certo un&#8217;intellettuale. Tuttavia io ce la misi tutta per presentarmi non solo come un ragazzo insignificante, ma anche spendendo male i miei meriti, come un mezzo analfabeta. A parziale mia discolpa devo dire:  i libri che mi erano cari erano impresentabili per usura, dovuta a lettura e riletture.</p>
<p>Nel periodo di carnevale facemmo una festa a casa mia, genere mascherata tragica. E, caso unico, venne anche Marinella. Ero al settimo cielo e vedevo in questo evento una grande occasione. Come il solito parodiavo uno <em>scozzese </em>. Camicia kaki militare, originariamente di Firpo, temporaneamente mia per prestito d&#8217;uso a lungo termine, kilt di mia sorella, stivali del padre di Firpo. Non ricordo altro e se ho rimosso, non è buon segno. C&#8217;era abbondanza di cow-boys casarecci e da strapazzo. Ma ricordo la botta di sfiga. Marinella vivace o esagitata, saputo da non so chi, dell&#8217;esistenza di una sorella minore di Sergio, che se ne stava tranquilla da qualche parte. (1) animata da importuno attivismo irruppe nella sua stanza con un grembiulino ed una crestina, imponendo partecipazione e personaggio. &#8221; Questo è il costume&#8221; vieni a ballare!&#8221; Mia sorella peraltro già abbastanza complessata di suo,reagì male all&#8217;irruzione di questa sconosciuta, per di più attraente, che gli stava dando implicitamente della colf. Allontanò Marinella con scarse formalità. (2) Oltre a non gradire la compagnia dei miei amici , penso che la sister considerasse ogni ruolo inferiore a <em>principessa,</em> come unvero e proprio insulto. Ancora oggi, se nelle mie rimembranze proustiane, mi accade di ricordare Marinella, mia sorella afferma con convinzione: &#8220; era una stronza!&#8221;</p>
<p>Volendo a tutti i costi cercare qualcosa di giallo in questa storia, che di giallo non ha nulla, al massimo ha qualcosa di tragico, mi viene in mente l&#8217;identikit della ragazza &#8220;no chances&#8221;. Tanti anni dopo i fatti narrati, allorchè ebbi accumulato un numero di successi ed insuccessi con le ragazze, tale da consentire un minimo di statistica, mi inventai il profilo cioè l&#8217;identikit della ragazza con cui non avevo chances di successo.Il buffo era che gli elementi del profilo erano meramente fisiognomici altezza, colore occhi, colore capelli,  etc ( roba da carta d&#8217;identità e non magari connotati più sostanziali come:  un culo da sballo, due tette meravigliose, etc.).</p>
<p>In tutti i modi sembrerebbe più ragionevole pensare ci possa essere un determinato tipo psichico di donna (e non fisico) con il quale non ho chance di successo. Che poi a questo tipo psichico, corrisponda un dato tipo fisico, potrebbe discendere da un certo grado di dipendenza tra psiche e soma. Ma esistono altre possibilità: Mera coincidenza , una menata o più probabilmente: tutta una stronzata.</p>
<p>Firpo di amori segreti ne aveva quanto me, anzi di più. Andavano, venivano, tutti ugualmente vuoti di relazione e puro moto della fantasia. Il primo ricordo risale a quando giocavamo con i fucili a piumini. La prescelta si chiamava Renata e viveva nella casa con giardino, limitrofo a quello di Firpo. Io non l&#8217;avevo mai vista e neanche Firpo mi aveva detto granché. Un giorno mi trovai in un ruolo inusuale. Avevo circa tredici anni e soffrivo di asma bronchiale. Correre a perdifiato per ore, come gli altri bambini non mi si addiceva. Eppure stavo correndo nel Parco Virgiliano (oggi Parco Nemorense ) Ero stato coinvolto nei giochi capeggiati da una bella, ma veramente bella bambina.Grandi occhi azzurri, grosse treccebiondo svedese. Una meraviglia. Me ne innamorai perdutamente. D&#8217;altra parte, nel suo abbandonarsi completamente a giochi scalmanati con una masnada di pipilletti, mi era sembrato di aver destato interesse e sguardi diversi da quelli per gli altri bambini, con le tre o quattro cose dette in merito al gioco. Nei giochi la mia inventiva era fertile. A sera si fece accompagnare e quando la lasciai sulla porta di casa volle sapere il mio nome e mi disse il suo: Renata. Quando vidi la casa, compresi chi era. Era la Renata di Firpo, la figlia del generale! Provavo sentimenti conflittuali., poichè era l&#8217;amore del mio amico del cuore. Avviandomi a casa, mi sembrava così assurdo: Io avevo giocato con Renata un intero pomeriggio, mentre Firpo in concreto non le aveva mai rivolto la parola. Mi sembrava ingiusto. Nel tempo a venire non mi sono mai confidato con lui su questo episodio, temendo di ferirlo. Anche se in genere tra noi, non eravamo tanto delicati.</p>
<p>Un altro amore segreto di Firpo, fu una certa Sonia Coppola. Non cercatela su Facebook, non la trovereste. Una bella ragazza bruna, napoletana, un po&#8217; pienotta. L&#8217;aveva conosciuta a Monte Sacro,dove abitavano gli zii di Firpo: Zio Temistocle, fratello della mamma,con la zia e tre figli: Marinella e due maschi. Gianni era il maggiore. Sonia faceva parte di un gruppo di ragazzi del quartiere, amici di Gianni. Quel giorno andammo in bicicletta a Monte Sacro a trovare Gianni. Scopo non dichiarato, rivedere e farmi vedere Sonia. Alla metà di maggio a Monte Sacro,che allora si chiamava Città Giardino, l&#8217;aria era piena di profumi.Era un quartiere di villette, due o tre appartamenti al massimo e tutt&#8217;attorno giardini. Pini,cipressi, tuje, edera, mimose, alloro e fiori. Il vento del mare spazzolava le rose rampicanti, i gelsomini, i glicini e le viole. Anche i tigli cominciavano a fiorire. Gianni era molto simpatico, uno spirito poliedrico, dalle mille attività ed interessi. Di preferenza extra scolastici, per cui, da lungo tempo, era studente fuori corso d&#8217; Ingegneria. .Appena arrivati, Gianni ci presentò un suo amico, un certo Roberto. Anzi, andammo a casa sua.Roberto era un grosso ragazzone di pelo rosso. Grosso nel senso di grande e sovrappeso. Aveva tante cose belle per uno della mia età in un tempo in cui non girava una lira. Era appassionato di armi da fuoco. Poi andammo ad ammirare Sonia. Quando fummo nel gruppo degli amici di Gianni, l&#8217;accoglienza non fu delle più calorose. Tutti si comportavano come se non ci fossimo. Ci guardavano attraverso e d&#8217;altronde era logico. Dopotutto eravamo degli sconosciuti. Restammo un certo tempo a darci un contegno come due baccalà.  Forse Firpo si beava della vista di Sonia, ma io mi scocciavo da matti. Lei, improvvisamente si eclissò con un certo Attilio. Un paio di ragazze cominciarono a parlare tra di loro, con uno di quei cripto linguaggi fessi, talvolta usati dai ragazzini, all&#8217;epoca. Non era però difficile capire quello che dicevano. Una ragazza disse all&#8217;altra:<em> Sofonifiafa èfè ifinnafamoforafatafa difi Afattifilifiofo</em>! (3)  &#8220;Andiamo bene!&#8221; pensai tra me, ma non ero il solo ad aver capito l&#8217;antifona. Ce ne tornammo a casa con le pive nel sacco e con Firpo incazzato nero. Eppure, magia dei ricordi, se oggi mi capita di risentire qualcuno di quei profumi, mai dimenticati, volo come Superman a Monte Sacro a rimirare come un babbeo, con l&#8217;anima di Firpo, il fantasma di Sonia Coppola.</p>
<p>Anche dopo il primo, il secondo e magari il terzo amore con ragazze con cui ci fu corrispondenza di amorosi sensi, qualche amore silente continuò ad esserci. Se all&#8217;inzio c&#8217;era stata la ricerca dell&#8217;amore, poi ci fu quella della donna ideale. Sempre come fenomeno di gruppo. Successe che mi innamorai sul filobus,, da Termini a piazza Acilia. Lei scese a piazza Buenos Aires (piazza Quadrata ). Ed io dietro. Così vidi dove abitava. La cosa rimase lì e mi costò la scarpinata da piazza Quadrata a piazza Acilia.  Dopo un certo tempo dal colpo di fulmine, tempo ingannato studiando chimica, mi capitò fra le mani una rivista, forse un  fotoromanzo. Nella rubrica delle starlettes, mi sembrò di riconoscerla. Si chiamava Patrizia Mari. Dal poco detto nel trafiletto pareva non avesse fatto ancora niente di notevole, ma ci sperava.  Ritagliai la foto del giornale e la portai per un certo tempo nel portafoglio. In retrospettiva, sulla correttezza di quel riconoscimento, non avrei scommesso neanche una delle vecchie lire. Il contatto era stato breve ed io non avevo mai avuto una buona memoria fotografica.</p>
<p>Il secondo amore silente della giovinezza, fu un tantino meno virtuale, ma di poco. ( disse Mezzanotte ad un suo immaginario uditorio).</p>
<p>Questa volta mi innamorai nel mio quartiere,vicino casa. Con un abile ricerca, di lei riuscii a sapere indirizzo e nome: Maria Carla. Le scrissi una dopo l&#8217;altra tre lettere amorose anonime. Tre vomitevoli capolavori di romanticismo retorico o di retorica romantica. Anche se con lei mai mi palesai, non fu totalmente una fatica letteraria a vuoto. (Mi fossi fatto conoscere , non sarebbe stato un amore silente del genere qui narrato. Nel peggiore dei casi sarebbe stata: un andata in bianco.) Non fu a vuoto  perchè le utilizzai in successione con le mie tre fidanzate storiche, nell&#8217;ordine di comparizione. Non sono affatto cinico, i sentimenti furono sempre sinceri.  Anche uno dei miei migliori amici, di non facile penna le gradì e le inviò a suo nome, alla sua bella. Che lo conosceva sì, ma non abbastanza. Tra me e Maria Carla non ci fu mai alcun contatto diretto, però esisteva una liaison, una conoscenza comune. Si trattava di un tizio, più vecchio di me,che si professava cantante. Nè allora, ne adesso ho mai conosciuto cantanti, veri o sedicenti. Quindi lui era l&#8217;unico. Era un soggetto sempre un po&#8217; sopra le righe, facile ai gesti plateali ed ad intonar arie, anche non richieste. Al minimo calo della temperatura atmosferica, raggiungeva gli amici al bar, con un foulard al collo. Un giorno,per accidente, il discorso cadde su Maria Carla, lui disse: &#8221; Mi ha chiesto  se sono io a scrivergli delle lettere.&#8221;  Capii che era ora di smettere e la feci finita lì.  Più che una passione fu un fatto letterario.</p>
<p><strong>Note :  (1)</strong> Si faceva i cazzi suoi, (2) La mandò a fanculo (3)  Sonia è innamorata di Attilio.</p>
<p><strong></strong></p>
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		<pubDate>Thu, 20 Jan 2011 15:34:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Il Blog.
Con il senno di poi il tenere un blog sul giallo, (i libri, non i cinesi) mi si palesa nella sua vera essenza: una stronzata!
I potenziali lettori, gli appassionati del giallo, per quanto di loro traspare nelle chat, non esprimono tensioni ideologiche verso valori religiosi, civili o politici. Men che meno affrontano rigorose analisi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Blog.</p>
<p>Con il senno di poi il tenere un blog sul giallo, (i libri, non i cinesi) mi si palesa nella sua vera essenza: una stronzata!</p>
<p>I potenziali lettori, gli appassionati del giallo, per quanto di loro traspare nelle chat, non esprimono tensioni ideologiche verso valori religiosi, civili o politici. Men che meno affrontano rigorose analisi della logica di questo o di quel giallo. Diciamo che: non esprimono.</p>
<p>&#8221; Hai letto questo? Hai letto quello? Mi piace questo! Mi piace quello! Ti piace Gianni? Mi piace Renato! Ma non ha la forfora?&#8221;</p>
<p>Niente di più. Si riduce tutto ad una soggettiva questione di gusti. Il cappuccino, chi lo preferisce in tazza classica e chi &#8221; al vetro&#8221;.</p>
<p>Fausta Genzaiana Le Piane è una poetessa che mi onora della sua amicizia.</p>
<p>Mi diceva:  &#8220;Sul blog ci devi scrivere ogni giorno, altrimenti il tuo pubblico si disaffeziona.&#8221;</p>
<p>Mi scappa da ridere. La poesia,dono degli dei, mette un&#8217; aureola di magia  su cose terra terra, cioè al mio livello. Ma quale pubblico? Il blog ha ricevuto milleetrecento commenti (1300)</p>
<p>Milleduecentonovantotto, (1298) erano del peggiore spam: quello che vuole venderti medicine taroccate o prodotti per l&#8217;ingrossamento del pene.</p>
<p>&#8221; Ma sì - commenta Fausta - la gente è pigra, e poi che potrebbero dire&#8230; a parte: mi piace questo, mi piace quello?&#8221;</p>
<p> Ha ragione&#8230;bastava pensarci! </p>
<p>I gialli sono un divertimento, non sono la politica. Altrettanto poco seria&#8230;però da rodertici il fegato.</p>
<p>I critici, l&#8217;ho già detto, non hanno mai considerato il giallo un elemento <em>centrale</em> nel panorama della letteratura contemporanea<em>.</em></p>
<p>Probabilmente di ciò ai giallisti non glie ne  potrebbe fregare di meno. Resta il fatto che non hanno niente da dire.</p>
<p>Uno dei pochi commenti significativi è la richiesta di un gruppo di studenti romani, della 3° Università, di collegarsi al blog per condurre una  ricerca di mercato su chi sono i lettori di gialli,noir, thriller.</p>
<p>Bella domanda! Piacerebbe saperlo anche a me. Se per &#8221; chi sono&#8221; s&#8217;intende una lista di nomi e indirizzi. Però se viceversa si pensa di costruire il profilo psicologico del &#8221; lettore di libri gialli&#8221;, la vedo grigia.</p>
<p>Secondo me il lettore di gialli può essere chiunque. Credo che l&#8217;unico requisito necessario sia aver cominciato a leggere da piccoli. Leggere è un&#8217;abitudine. Se da piccolo facevi solo i videogiochi, difficilmente leggerai da grande.</p>
<p>Il &#8220;giallismo&#8221; è una forma infettiva, come l&#8217;influenza. Può colpire chiunque. Chiunque che legga!</p>
<p>In ogni modo, confesso che mi ha fatto piacere ed auguro ai ragazzi di avere successo, Ho visto tesi di laurea o tesine, basate su ipotesi molto più aleatorie.</p>
<p>Conscio che i lettori virtuali del mio blog,, oberati dalla vendita del Viagra, potrebbero contribuire assai poco alla fatica dei ragazzi, ho voluto almeno io rispondere al loro questionario.</p>
<p> Non si tratta di <em>conoscere</em>  i lettori di gialli. I ragazzi vogliono solo valutare tramite statistica, gli elementi che spingono all&#8217;acquisto di un determinato libro piuttosto che di un altro. Marketing.</p>
<p>E così facendo sono incappato in qualche dubbio.</p>
<p>&#8221; Quanto (da 1 a 5) questi elementi (segue una lista di elementi) contribuiscono alla scelta di un libro giallo:</p>
<p> - a&#8230;</p>
<p> -b&#8230;</p>
<p> - l&#8217;autore.</p>
<p>Alla voce : l&#8217;autore, la mia risposta non può essere un numero da 1 a 5. La mia risposta è: <strong>dipende</strong>.</p>
<p><strong>Cinque</strong>, se è un autore che già conosco e che mi piace. ( Anche se non tutte le ciambelle vengono col buco.)</p>
<p><strong>Uno</strong>, se è solo un autore di cui l&#8217;editore titola: &#8221; Ha venduto milioni di copie ed è la nuova Agatha Christie della Lapponia&#8221;</p>
<p>E&#8217; solo pubblicità e comunque non sempre condivido i gusti delle masse. Che Renato abbia o meno la forfora, io me ne infischio.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Riflessione sul giallo</title>
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		<pubDate>Tue, 19 May 2009 13:10:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Giallo]]></category>

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		<description><![CDATA[(Una chiacchierata sui libri gialli più appassionanti. Non intendiamo vendervi alcunché. Rilassatevi)
 
Sommario.
L’autore mette in luce, tra i tanti, il particolare tipo di giallo ad enigma, strutturato, nel racconto, in modo da consentire al lettore, di partecipare all’indagine dell’investigatore. 
 
Secondo l’autore questo tipo di giallo è diventato molto raro.
Il punto di partenza, la riflessione basilare è: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">(Una chiacchierata sui libri gialli più appassionanti. Non intendiamo vendervi alcunché. Rilassatevi)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Sommario.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">L’autore mette in luce, tra i tanti, il particolare tipo di giallo ad enigma, strutturato, nel racconto, in modo da consentire al lettore, di partecipare all’indagine dell’investigatore. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Secondo l’autore questo tipo di giallo è diventato molto raro.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Il punto di partenza, la riflessione basilare è: </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"> </p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Le cose belle della vita non sono poi tante. Soprattutto nei momenti in cui ti manca una compagnia piacevole.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Se il tuo cellulare trilla di continuo, tra chiamate e sms, se non sai a chi dare il resto, lascia perdere: Rispondi al cellulare.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Se invece sei solo come un cane, ti senti giù e avresti tanto bisogno di tirarti su, in queste circostanze un libro può essere una grande risorsa.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Il suo maggior pregio è la capacità di rimuoverti temporaneamente dalla tua vita presente per trasferirti in una dimensione di fantasia, piacevole o in ogni modo diversa. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Non stiamo quindi parlando del libro per erudire o informare, ma del libro veicolo di fantasia.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Il libro funziona quando ti porta ad immedesimarti. Però va detto: Alcuni, piuttosto che immedesimarsi, preferiscono riconoscersi. Se sono sfigati, amano leggere di protagonisti sfigati.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Non io. Né come lettore, né come scrittore.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Se un libro ti offre un filo di speranza, una favola, un gioco, per me è da preferirsi a quelli che realisticamente ti illustrano i mali del mondo. Poiché già li conosci benissimo e ti affliggono. Specialmente se sei giù di corda. Poi, quando sei tornato in palle, affronti qualcosa di forte </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Purché tu non sia quel tipo, che nell’ambascia, ci vuole inzuppare il pane.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Un’altra delle mie strambe opinioni personali fa del libro giallo un veicolo di fantasia più veloce ed efficiente di altri tipi di libri.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Ma i gusti sono disparati. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Poi, normalmente, sull’onda dei gusti personali, diversi perché derivati imperscrutabili del proprio vissuto, si abbatte il maroso della critica ortodossa.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Questa pretende di additarti la verità assoluta. Spesso invece persegue interessi di parte, commerciali e no.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Il giallo non è mai stato accettato in pieno nel genere letterario a dispetto delle sue mostruose tirature, o forse proprio per quelle. Anche se poi in esso, si sono cimentati: filosofi, poeti, scienziati, storici, economisti, critici, cantanti, biologi, magistrati, sceneggiatori, chimici, pensionati ed altri. Attratti dalle tirature.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">A questo proposito, qualche tempo fa, un giornalista del Corriere della Sera, Ulderico Munzi, celebrava questa verità riportando che per il centenario della nascita di Georges Simenon, l’autore era stato assunto nel Parnaso dell’editoria francese, La Pleiade, ma non i libri del commissario Maigret. In altre parole, non i gialli, che a Simenon hanno dato diffusione mondiale e celebrità.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">È come dire: Se un libro piace veramente, dal punto di vista letterario non può essere un granché. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Secondo voi quanti sono in Italia i lettori di gialli? Pochi? Tanti?</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"><img class="alignnone size-full wp-image-58" title="lett0re-gialli-grande" src="http://www.gialloeviolabookfun.eu/blog/../public/2009/05/lett0re-gialli-grande.jpg" alt="lett0re-gialli-grande" width="294" height="500" /> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Se si considera il numero di gialli recenti proposti in libreria, dovrebbero essere tanti. Personalmente, ne conosco pochissimi. È anche vero: Conosco pochissima gente che legge.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Ripeto spesso: I lettori sono una specie in via di estinzione. O meglio di mutazione, in quanto i lettori, ma anche i non lettori, si stanno trasformando in scrittori. Ovviamente nessuno li legge! </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Se i lettori del giallo in genere, fossero pochi, quelli del giallo classico o giallo ad enigma, dovrebbero essere ancor meno, decisamente meno. Poiché questo sottogenere, presentando una certa complessità di lettura, può procurare il mal di testa ad un lettore dilettante.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Il giallo ad enigma è un avventura del pensiero, al contrario di tutti i sottogeneri narranti storie d’azione. Perciò inevitabilmente attrae soltanto un certo genere di lettore a cui piace il gioco mentale.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">D’altra parte se indaghiamo sui gusti dei giovani lettori di gialli, tramite i blog o i “forum” dedicati al giallo, non emerge una preferenza per un sottogenere definito: Hard boiled, noirs, legal thriller, serial killer, historical thriller, c’è posto per tutti. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Secondo me, e non solo, non è detto che il giallo debba necessariamente essere realistico. Se è esclusivamente realistico è cronaca nera. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Piuttosto deve essere intelligente, rispettare la logica e per il resto dare corso alla fantasia. Comunque il requisito fondamentale è che risulti divertente, appassionante. Quantomeno per i lettori amanti del genere. Chi non si emoziona per eventi misteriosi, non dovrebbe leggere libri gialli. Viceversa, chi si emoziona, ma normalmente legge soltanto l’elenco telefonico e qualche volta, il manuale del cellulare, sappia di avere un vantaggio. Non ha gusti precostituiti. Questi molto spesso sono una palla al piede, perché ti costringono a leggere sempre le solite cose. Così, sprovvisto di handicap, potrebbe appassionarsi al giallo ad enigma.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Tra i tanti tipi di giallo, quello ad enigma è il giallo puro, classico, il più sofisticato. È strutturato su tre momenti:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Il Mistero, di solito uno o più delitti, di cui non si conosce l’autore, né si conoscerà fino alla fine del libro.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">L’Indagine, rappresenta la parte prevalente del romanzo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">La Soluzione, tutto viene spiegato secondo i criteri della logica.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Tutto ciò che si discosta da questo schema, non è giallo ad enigma.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Risulta implicito nello schema:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Il colpevole non è esplicitamente noto, né è evidente chi sia: Altrimenti dove è il mistero?</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">L’indagine può essere movimentata quanto si vuole, ma rimane pur sempre un’ indagine.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">La soluzione deve spiegare tutto, secondo i criteri della logica. Non sono ammessi interventi sovrannaturali o paranormali. La scoperta del colpevole tramite seduta spiritica, induce il vomito nel lettore.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Ogni sforzo di fantasia, ogni colpo di scena, ogni trucco è lecito, purché nel rispetto di questo schema.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Questo è il discorso dei requisiti minimi. Poi ovviamente si valuta la qualità o l’eccellenza, dipendente dall’intelligenza, l’innovazione e la fantasia.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Tutto a prescindere dalla qualità letteraria dell’opera, bensì facendo riferimento all’aspetto meramente tecnico, della struttura narrativa del giallo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Sulla qualità letteraria dell’opera c’è poco da dire. C’è o non c’è. Ma ci può essere, come per qualsiasi altro prodotto dell’ingegno umano. Non penso che un romanzo debba necessariamente essere una rottura di coglioni poco comprensibile, per essere un capolavoro.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Che cosa si aspetta un lettore da un giallo ad enigma? Cha cosa si aspetti un lettore generico non lo so. Posso rispondere soltanto su ciò che mi aspetto io, se lettore. Tre cose: Un avvincente atmosfera di mistero, un sorprendente colpo di scena finale e la possibilità di partecipare al gioco dell’indagine</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Dei gialli ad enigma una volta l’editore sottotitolava: ‹‹ Un libro che non vi farà dormire!›› Il lettore affascinato è insonne e non può smettere di leggere fino alla soluzione del mistero. Oggigiorno più di qualche casa editrice, sforna spesso volumi ad effetto decisamente soporifero.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Nel film “Hellzapopping”, di Henry C.Potter, con Mischa Auer e Ole Olsen del 1941, ‹‹ il lettore di libri gialli›› è rappresentato come un personaggio avviticchiato, in alto, su un lampione stradale acceso, che legge un libro, alla luce del medesimo, in una notte buia. Immagine comica, ma espressiva della fascinazione del lettore.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Pensate che la stessa iconografia possa, con realismo, parimenti illustrare il lettore medio, immerso nella lettura dei più celebrati capolavori della letteratura, dall’Ulisse di Joyce ai Buddenbrook di Thomas Mann? </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Certo. Perché no? Basta un po’ di immaginazione.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Mi aspetto che l’autore abbia saputo creare una suggestiva atmosfera. Un delitto misterioso in un sonnolento condominio borghese del Trieste Salario, crea più atmosfera, dello stesso crimine commesso in un castello gotico della Transilvania, rischiarato dai fulmini, contro alberi scheletriti. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Sul voler creare un ambientazione di qualche interesse, gli autori non si risparmiano. A parte l’ambientazione, storica o storico-religiosa, tanto comune da costituire un sottogenere, quasi tutti hanno ormai adottato uno sfondo peculiare d’ambiente: il mondo degli stampatori e dei libri rari, il mondo degli antiquari, l’alta moda, le gare di sci, la vita di un commissariato, eccetera. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Ci sono poi coloro che per sfondo, adottano le problematiche sociali. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Questi io li trovo in assoluto, i più pallosi. Ma io non faccio testo! Personalmente ho sempre fatto una distinzione netta tra il libro che insegna o informa ed il libro che diverte. Da leggere in momenti e con stati d’animo diversi. Se il primo, risulta anche divertente, certo non guasta, purché abbia al contempo l’impegno, la competenza e lo spessore di un saggio. Per me, affrontare una problematica sociale sul piano aneddotico, non informa e neanche diverte.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Per quanto concerne la seconda aspettativa: Il colpo di scena finale, che sorprenda il lettore, non c’è dubbio: Gli autori ci provano tutti, in tutti i sottogeneri del giallo. Se poi ci riescono è un altro discorso. Oramai si è scritto di tutto. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">La terza aspettativa e non di minor conto, è il gioco. Se è presente e piace, difficilmente altri tipi di libri, offrono un pari divertimento.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">È il gioco di partecipare all’indagine. Vale a dire, pervenire ad una possibile soluzione considerando, opportunamente gli indizi contenuti nel corso della narrazione. Il lettore amante del gioco intellettuale trova proprio nella partecipazione all’indagine, la maggiore gratificazione offerta dal giallo ad enigma.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">L’accusa più comune rivolta ai libri che consentono la partecipazione del lettore, da chi non li apprezza, è che trattasi di giochetti da giornaletto di enigmistica. Dipende dal libro. Non è così se questo si articola su caratteri e psicologie umane, ben raccontate. Soprattutto se poi piace a milioni di lettori </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Va detto subito: Statisticamente, l’aspettativa che più frequentemente va delusa, è proprio quella del gioco. ( Quindi i detrattori non si devono preoccupare!)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Che un giallo ad enigma, offra al lettore la possibilità di partecipare all’indagine, non è un fatto casuale.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Poiché ogni narrazione non può essere totalmente priva di indizi, qualcuno potrebbe pensare che qualsiasi giallo offra questa possibilità.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Il lettore si mette di buzzo buono, si applica, si spreme e scopre la verità, come l’investigatore del libro. Le cose non stanno così!</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">In generale, in un giallo qualunque, il lettore, al massimo, può tirare ad indovinare..</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Il “gioco” vero va progettato e realizzato dall’autore. Le prove, gli indizi devono essere creati, disseminati ed occultati nel mucchio dei non-indizi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">È un gioco sottile tra autore e lettore, giocato sul filo del: Te lo avevo detto, ma non ci hai fatto caso!</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Costruire il “gioco”, in un giallo ad enigma è la più grossa fatica affrontata dal suo autore. Se dici troppo si capisce subito e non c’è gusto. Se dici meno del necessario, non c’è fair play.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Il maggior numero di gialli ad enigma, con il “gioco”, sono stati scritti tra le due guerre mondiali.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Agatha Christie, Ellery Queen, S.S.Van Dine, e pochi altri, hanno espresso il meglio del genere, con il più alto numero di opere conformi ai requisiti indicati.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">È significativo che Conan Doyle, creatore di Sherloch Holmes, assurto oggi a paradigma di demiurgo dell’indagine indiziaria, in realtà non offre al lettore la possibilità di parteciparvi, ma soltanto quella di lasciarsela raccontare. Il “ gioco” è un’ evoluzione posteriore, nel percorso del racconto giallo..</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Se prescindiamo dai classici dell’epoca d’oro del giallo ad enigma, in seguito, quanto spesso il mercato editoriale italiano ha offerto gialli aventi una struttura narrativa adeguata alla partecipazione del lettore?</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Non pretendo di aver letto tutti i gialli pubblicati in Italia negli ultimi cinquant’anni, ma certamente ne ho letti molti.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Sicuramente ho letto tutti quelli i cui gli autori venivano etichettati come:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">La nuova Agatha Christie.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Usando gli stessi metodi statistici dei sondaggi politici, disponendo di un campione esaminato, ben rappresentativo sul totale dei casi, possiamo ragionevolmente affermare: Sono stati assai pochi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Poiché un esempio è più efficace di cento chiacchiere, citerò due titoli tra i pochi:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">“ La donna della domenica” di Fruttero e Lucentini.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">“ Un delitto fatto in casa “ di Gianni Farinetti.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"> </p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Due splendidi gialli con il “gioco “. Autori italiani, in un genere in cui gli italiani sono sicuramente una minoranza.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Allorché acquistate in libreria un giallo, e ne volete uno con il gioco, vi trovate più o meno nella stessa condizione di quando siete al supermercato e volete acquistare una buona bottiglia di vino, (ma non qualcosa che già conoscete). Non ci sono garanzie. Anche se spendete parecchio, è possibile che acquistiate una bufala a caro prezzo. Anche perché il prezzo non è sempre garanzia di buona qualità e men che meno, di gradimento, in accordo con i vostri gusti. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Però parlando di gialli, c’è un caso in cui la disponibilità del “gioco”, non può dare adito a dubbi. È un caso raro, ma esistente. Quando l’autore lo dichiara esplicitamente, tramite una breve metacomunicazione con i lettori.. È nota come: La sfida al lettore. Per quanto mi risulta ciò accade soltanto in qualche romanzo di Ellery Queen. E questo per me la dice lunga sulla diffusione del “gioco”..</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Al di là del concetto di sfida, in quanto è ovvio che l’autore preferisce che il lettore, anche se con qualche difficoltà, alla fine abbia successo nel gioco, il cartello, è importante perché fornisce due informazioni essenziali.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">La prima: Il libro sicuramente consente il gioco: Lo garantisce l’autore.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">La seconda: La posizione nel libro della Sfida a lettore, segnala a quale punto il lettore si deve fermare e cominciare a riflettere, se vuole giocare. Se leggesse oltre, troverebbe la soluzione e perderebbe l’opportunità.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Fin’ora ho espresso il concetto della partecipazione del lettore all’indagine ed il divertimento che ne consegue, con il termine:”gioco”.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Potrebbe risultare fuorviante e riduttivo. Dovrebbe essere evidente, che in realtà trattasi di una forma di gradimento intellettuale, non dissimile per certi aspetti, da quello fornito da una bella prosa.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Al di là del suo aspetto ludico, un bel giallo ad enigma può arrivare ad affascinare un ricercatore, un filosofo o uno scienziato, dotati di fantasia, quando costituisce un caso rigoroso, ma al tempo stesso dilettevole, di metodo abduttivo.Sono stupito di non aver mai trovato menzione di questa, a mio avviso sostanziale discriminante tra i gialli ad enigma, (Gioco si – gioco no), in nessuna delle numerose trattazioni e Storie del giallo.</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La Pippa Cinese</title>
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		<pubDate>Tue, 19 May 2009 13:06:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Vino e cucina]]></category>

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		<description><![CDATA[(Tanto per cambiare parliamo d’indagini e di libri gialli)
A voler essere maliziosi, si poteva dire: La vita del dottor Mezzanotte, era piena d’interrogativi. Non potevo affermare che fosse perseguitato dal mistero,  anche se dovevo riconoscere: Ne aveva avuto più del normale.
Ma il punto era: Con il mistero, lui ci andava a nozze. E non se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">(Tanto per cambiare parliamo d’indagini e di libri gialli)</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">A voler essere maliziosi, si poteva dire: La vita del dottor <strong>Mezzanotte</strong>, era piena d’interrogativi. Non potevo affermare che fosse perseguitato dal mistero,  anche se dovevo riconoscere: Ne aveva avuto più del normale.</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Ma il punto era: Con il mistero, lui ci andava a nozze. E non se ne perdeva uno, per piccolo o futile, che fosse. Doveva <strong>indagare</strong> e <em>svelare il velato.</em></span></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">“C’è un’indubbia contiguità letteraria, tra l’indagine poliziesca, la soluzione d’enigmi e la cucina”, pensava Mezzanotte.</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Le ricette della signora Maigret, le trippe “alla moda di Caen” e poi Fritz Brenner, il cuoco svizzero di Nero Wolfe e le sue cento specialità. Dalle animelle in salsa bèchamel con tartufi e cerfoglio, al pollo in fricassea con morilles. </span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Perfino tra Poirot e Japp c’era una simpatica <em>querelle</em>. Poirot se invitava Japp a pranzo, non rinunciava alle complesse alchimie dell’alta cucina francese. Japp era prosaicamente schierato sul tetro apprezzamento dell’orrida costoletta di montone ed il grosso boccale di birra.<br />
 Così Mezzanotte fu toccato più da vicino da questo connubio, nello <em><strong>“strano caso delle Salsicce Mezzanotte”</strong></em><strong>.</strong></span></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Il nome dell’autore di questa ricetta, suggeriva l’ipotesi dell’esistenza di un cuoco mitteleuropeo tra i suoi ascendenti. </span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Si trattava della famosa, prelibata pietanza, la cui formula, nel romanzo di <strong>Rex Stout, Alta Cucina (Too many cook),</strong> è invano bramata da Nero Wolfe.  Il rinomato buongustaio, deve risolvere il caso per ottenerla, alla fine, come onorario.<br />
Mezzanotte è un sentimentale, anche se un sentimentale monotematico ( o vogliamo dire maniacale?). </span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Avviene che si compra la cassetta del Nero Wolfe televisivo: </span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><em>“Salsicce Mezzanotte</em>”, con Tino Buazzelli e Mario Ferrari, del 1971.</span></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Nella confezione, c’è un opuscolo. Poche righe con qualche fotografia, sulla serie televisiva ed in particolare sull’episodio. Ma ci sono anche un paio di ricette. Una è quella delle <em>Salsicce Mezzanotte</em>.</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">La ricetta, di per se,  è cosa inaccettabile per grado di complessità.</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Niente che possa interessare una famiglia. Tanto meno un single. Tutt’al più adatta ad un ristorante mitteleuropeo, che avesse necessità di riciclare avanzi di fagiano e di oca arrosto. Sostanzialmente si tratta di salsicce di carni prearrostite: Un terzo oca, un terzo fagiano, un terzo maiale. Il tutto in grasso d’oca.</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Ma poiché il mistero è sempre dietro l’angolo, eccolo inciampare in  una  piccola incongruenza. </span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Tra gli ingredienti compaiono: <em>trenta grammi di cioccolato!</em></span></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Cioccolato nelle salsicce? Inusuale, anche se, di stranezze se ne sentono tante.</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Dove sta il mistero? </span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Nella lista compare questo eccentrico ingrediente, ma poi nel procedimento di preparazione della ricetta, riportato sull’opuscolo, non si fa menzione dell’aggiunta e relativo processo del<em> cioccolato.</em></span></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Tutti gli altri ingredienti vengono nominati, ma il cioccolato no! Perché?</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Cioccolato nelle salsicce è già abbastanza originale, in più perché non è nominato nel procedimento? </span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Grande assillo! </span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Una persona comune, anche se lo avesse notato, avrebbe concluso: <em>Ciccia!</em>  Ma non Mezzanotte.</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">La curiosità, meritevole di ben più pregnanti interrogativi, era stata risvegliata da questa <strong>incongruenza</strong>. </span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">D’altra parte la sua capacità peculiare era proprio quella di osservare cose piccole e retroanalizzarle tramite ipotesi verificabili.</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">All’inizio Mezzanotte ebbe un rigurgito di senso comune e si mise su Internet per chiarire l’angoscioso dilemma: Cioccolato sì o no?</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Ebbe un colpo di fortuna, perché ormai su Internet si trova quasi tutto. Ma evidentemente la materia dell’indagine era un dettaglio troppo trascurabile e l’angoscioso dilemma rimase tale.</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Telefonare alla casa editrice e chiedere informazioni in merito, era fuori discussione. C’era da farsi prendere per pazzo.</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Ma allora perché fortuna, se non aveva trovato nulla?</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Semplice, perché ciò che lo allettava in realtà era <strong>l’indagine</strong> in se, e non la curiosità per la verità. Questa  sicuramente sarebbe stata banale.</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Cominciò a riflettere osservando il frammento di carta su cui c’era la ricetta.</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">La casa di Mezzanotte straripava di libri, d’opuscoli, di CD, di DVD, di riviste, fino ad una severa compromissione dello spazio vitale.</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Pertanto quale elementare strategia di sopravvivenza, si costringeva a gettare via quanto al momento non ritenuto essenziale, salvo  pentirsene amaramente in un secondo tempo.</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Quindi aveva gettato via l’opuscolo dopo una rapida scorsa, strappandone il frammento che conteneva la ricetta delle Salsicce Mezzanotte. Ingredienti e procedimento di preparazione .Fissava con attenzione il frammento di carta gialla patinata cercando di spremerne ogni più recondito significato. Ma c’era poco da spremere: <em>Cioccolato tra gli ingredienti; niente cioccolato nel procedimento</em>. In questo microcosmo indiziario due sole ipotesi descrivevano in modo esaustivo tutto l’insieme, non lasciando alcuna possibilità residua: O il procedimento era lacunoso o il cioccolato non era un ingrediente. </span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Però su quale base propendere per l’una o per l’altra ipotesi?</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Continuò la riflessione. Nell’occhiata veloce che aveva dato all’opuscolo, gli sembrava di ricordare una seconda ricetta, riportata sotto quella delle salsicce. Ma lui era stato colpito dal nome delle salsicce, non dall’estro culinario. (Anche se, in verità Mezzanotte cucinava niente male!).</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Non gli ci volle molto per capire che quell’altra ricetta poteva essere l’unica fonte di ulteriore conoscenza del problema. Ma come fare ? L’opuscolo oramai faceva parte della raccolta differenziata dei rifiuti urbani ( nel senso di Urbe ) che pochi cittadini tenacemente perseguivano, ( la moglie di Mezzanotte) nonostante in TV avessero visto: Poi veniva un camion e caricava tutto insieme. Non c’era altra via, doveva comprare un’altra cassetta soltanto per esaminare l’opuscolo in toto.</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Anche se un poco gli ripugnava. Si rendeva conto che queste sue manie erano un vizio e come tale andavano trattate, senza spendere soldi. Venne ad un compromesso, avrebbe fatto dono della seconda cassetta a suo fratello. Anche se suo fratello ostentava un vago disprezzo per i gialli, in realtà spesso li leggeva al cesso e comunque avrebbe apprezzato un vecchio serial d’annata.<br />
Infine ebbe l’opuscolo tra le mani. Ricordava bene. Lo osservò con attenzione e fu in grado di esprimere un ipotesi solutiva ad alta probabilità.<br />
Sotto la ricetta ed il procedimento di preparazione delle Salsicce Mezzanotte, l’opuscolo riportava un’altra ricetta di Nero Wolfe: </span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><em>Crocchette di Castagne</em>.  Anche questa ricetta, riportava tra gli ingredienti: <em>trenta grammi di cioccolato</em>.</span></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Il dosaggio del cioccolato e la formattazione grafica della frase, era uguale a quella presente nella ricetta delle Salsicce Mezzanotte. </span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Però, al contrario del caso  delle  salsicce, nel procedimento di preparazione delle crocchette, il cioccolato era ben menzionato: </span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><em>Grattuggiate il cioccolato</em>…</span></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><strong>Soluzione (ipotizzata)</strong>: Il cioccolato nelle salsicce non ci va. <em>Si tratta di un refuso  tipografico</em>!</span></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Mezzanotte sospirò e concluse:</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt 18pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">“Un piccolo mistero del c****!”</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><strong>Postscriptum:</strong><strong></strong></span></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Dicesi <strong>pippa cinese: </strong>un rimuginare inquisitorio su un soggetto di poco conto.</span></p>
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		<title>Un libro da leggere</title>
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		<pubDate>Tue, 19 May 2009 13:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[libri]]></category>

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		<description><![CDATA[Per chi tiene un sito od un blog sul web, correlato magari alla lontana con qualche genere letterario, consigliare libri da leggere, potrebbe essere un obbligo morale. Non intendo sottrarmici.
Questo è un sito sul giallo. Eventuali visitatori si aspetteranno consigli per un libro giallo.
Però due gialli che considero belli, li ho già raccomandati, come sa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Per chi tiene un sito od un blog sul web, correlato magari alla lontana con qualche genere letterario, consigliare libri da leggere, potrebbe essere un obbligo morale. Non intendo sottrarmici.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Questo è un sito sul <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><em style="mso-bidi-font-style: normal;">giallo</em></strong>. Eventuali visitatori si aspetteranno consigli per un libro giallo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Però due gialli che considero belli, li ho già raccomandati, come sa chi ha visitato il sito con attenzione.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Ora, mi ritengo libero di consigliare un libro come mi pare e piace, senza vincoli di genere. Anche se a ben guardare…</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Premetto una precisazione fondamentale. All’origine l’URL di questo sito doveva essere: <em style="mso-bidi-font-style: normal;">gialloeviolabookfan.eu</em></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Per errore è diventato<strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">:<em style="mso-bidi-font-style: normal;"> gialloeviolabookfun.eu</em></strong></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Avrei potuto correggere, però mi resi conto che l’errore non era venuto per nuocere, anzi rendeva assai meglio lo spirito del sito.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Ovvero più che un luogo per appassionati, fanatici e tifosi del giallo, uno per lettori non ancora indottrinati e soltanto desiderosi di trarre da un libro una qualche forma di divertimento. Magari un supporto per accettare una realtà che non piace.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">“Detto questo”, ( come ormai dicono<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>quasi tutti e perciò sarebbe preferibile non dirlo), eccovi il libro in questione:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><em style="mso-bidi-font-style: normal;">-<span style="mso-spacerun: yes;">   </span>“ I ferri del mestiere</em>” di Fruttero e Lucentini. <span style="mso-spacerun: yes;"> </span>Einaudi Tascabili. (2004)</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Non sono un critico letterario, (lo dico con un certo orgoglio), tuttavia mi sento di consigliare questo libro.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Spaziando tra generi letterari diversi, dalla fantascienza alle storie di guerra, alla ghost-story, ecc, può incontrare gusti disparati ed essere utile a chi intende scrivere. <em style="mso-bidi-font-style: normal;"></em></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Il libro è definito dal suo curatore (Domenico Scarpa) “un manuale involontario di scrittura creativa con esercizi svolti.”.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">In effetti, il sodalizio letterario fra Carlo Fruttero e Franco Lucentini, ambedue torinesi, nell’arco della seconda metà del secolo ventesimo ha svolto una serie variegata di attività editoriali: La cura dei romanzi di Urania, le Antologie della fantascienza e alcuni gialli molto fortunati. Dal loro vasto lavoro sono stati<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>raccolti brani che costituiscono esercizi nelle tecniche di scrittura: il <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">dialogo</strong>, la <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">parodia</strong>, la traduzione. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Ad esempio sul <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><em style="mso-bidi-font-style: normal;">poliziesco</em></strong>, che è quella robaccia che io scrivo, c’è un autoconsiglio, che si danno i due autori e che a me calza a pennello:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">“ Dobbiamo però aggiornarci circa le<strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"> ultime tendenze</strong> del ‹‹ genere››, che abbiamo perso di vista per un po’ ”.</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="mso-spacerun: yes;"> </span>C’è anche altro sul <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><em style="mso-bidi-font-style: normal;">giallo</em></strong>, ma io preferisco i capitoli sui “fumetti” e sulla “traduzione di testi”.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Fruttero e Lucentini curarono per Einaudi, due libri molto belli:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt 36pt; text-indent: -18pt; line-height: 150%; text-align: justify; mso-list: l0 level1 lfo1; tab-stops: list 36.0pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="mso-list: Ignore;"><span style="font-size: small;">-</span><span style="font: 7pt &quot;Times New Roman&quot;;">         </span></span><span style="font-size: small;"><em style="mso-bidi-font-style: normal;">Le meraviglie del possibile. Antologia della Fantascienza</em>. (1959)</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt 36pt; text-indent: -18pt; line-height: 150%; text-align: justify; mso-list: l0 level1 lfo1; tab-stops: list 36.0pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="mso-list: Ignore;"><span style="font-size: small;">-</span><span style="font: 7pt &quot;Times New Roman&quot;;">         </span></span><span style="font-size: small;"><em style="mso-bidi-font-style: normal;">Il secondo libro della fantascienza. Le meraviglie del possibile</em>. (1961)</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">A casa mia questi due libri stavano nella libreria, tra Leopardi e Via col Vento.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Ma, come dice Carlo Fruttero, la fantascienza ”<em style="mso-bidi-font-style: normal;">attira alla prima occhiata certe persone e ne respinge violentemente altre.</em>”.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Io, pur apprezzando i due libri, appartengo alla seconda categoria e non ne sono stato mai attratto.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Guarda caso, Fruttero e Lucentini hanno <span style="mso-spacerun: yes;"> </span>anche scritto uno dei pochi <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><em style="mso-bidi-font-style: normal;">gialli </em></strong></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><em style="mso-bidi-font-style: normal;">moderni</em></strong>, che mi sento di raccomandare. ( e l’ho fatto!)</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Entusiasta del<em style="mso-bidi-font-style: normal;">la Donna della Domenica</em> (ottimo), mi sono in seguito sciroppato:<span style="mso-spacerun: yes;">  </span><em style="mso-bidi-font-style: normal;">A che punto è la notte? </em><span style="mso-spacerun: yes;"> </span>( buono)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Poi <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Enigma in luogo di mare</em>, ed ancora <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Il Palio delle Contrade Morte</em>, mentre l’entusiasmo si andava via via raffreddando, fino al<em style="mso-bidi-font-style: normal;">l’Amante senza fissa dimora</em>, con il quale mi accorsi che non era il mio genere. Questo per il convincimento a volte effimero che<em style="mso-bidi-font-style: normal;"> cavallo vincente non si cambia</em>.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Parlo ovviamente da giallista ed esprimo solo pareri personali sulla soddisfazione ricevuta da questi libri come <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><em style="mso-bidi-font-style: normal;">gialli</em></strong> o presunti tali.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Sul piano letterario possono anche essere dei capolavori che surclassano <em style="mso-bidi-font-style: normal;">l’Ulisses</em> di Joyce.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Di questo libro <span style="mso-spacerun: yes;"> </span>( I ferri del mestiere ), mi ha gratificato lo scoprirvi un certo grado d’insospettata affinità spirituale.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Ho sempre percepito come mio limite una dose <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><em style="mso-bidi-font-style: normal;">d’irriverenza goliardica</em></strong>.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Con piacere ho letto che gli autori non criticano, anzi apprezzano questa caratteristica linguistica, foriera di “<em style="mso-bidi-font-style: normal;">dare a ciascuno una durevole sensibilità lessicale, che significa anche: <span style="mso-spacerun: yes;"> </span>igiene mentale, resistenza al fumo dogmatico, concretezza, abitudine a guardare le cose da diversi punti di vista.”</em></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Spero che la mia irriverenza goliardica si sia raffinata abbastanza o lo diventi in futuro, si da perseguire questi obbiettivi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Molte altre cose mi sono piaciute. Allorchè ne <em style="mso-bidi-font-style: normal;">I Dannati dello </em>scoop<em style="mso-bidi-font-style: normal;"> </em>letterario, tra “<em style="mso-bidi-font-style: normal;">le cose stimolanti, deliziose, bizzarre, raffinate</em>,…( sic, non sono aggettivi miei. Io sto tentando di farne a meno!), i suddetti dannati (cronisti della terza pagina) <em style="mso-bidi-font-style: normal;">“ricorrono a qualunque mezzo per mettere le mani sul revival di Gianbattista Vico <span style="mso-spacerun: yes;"> </span>o su <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">I sonetti segreti di Don Bosco</strong></em>”, non ho saputo frenare un singulto d’invidia mista ad ammirazione. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Quasi attrazione fisica.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Analoga fratellanza in fieri ha prodotto il loro commento su quei “ <em style="mso-bidi-font-style: normal;">documentari di suprema bellezza plastica” </em><span style="mso-spacerun: yes;"> </span>che sono adorati visceralmente da mia moglie, e che risultano indispensabili <em style="mso-bidi-font-style: normal;">per definire </em>con approccio scientifico, <em style="mso-bidi-font-style: normal;">i vertici supremi della pallosità.</em></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Ma c’è di più. Questo libro ha contribuito a chiarire un mistero che mi ossessionava da anni. E come sapete io, per i misteri ho una fissa.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Ero un consumatore costante di gialli. Di norma li acquistavo all’edicola sotto casa, qualche volta in quelle su rotelle, che spostandosi sulle banchine ferroviarie, consentivano di comprarti un libro per il viaggio, anche pochi nanosecondi prima della partenza del treno.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Poiché il fattore economico non era marginale, spesso mi rifornivo nelle librerie antiquarie open space, vale a dire le bancarelle dell’usato. La preferita stava in Viale Liegi, non lontano da quella sala cinematografica che allora si chiamava Excelsior.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Consumatore sì, ma non di tutto. Dopo un po’, compravo sempre e solo i soliti autori. E mi domandavo: ‹‹ Come è possibile che la qualità dei gialli<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>è così discontinua?››</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Ad ogni delusione mi dicevo: Ho gusti definiti, particolari. Se non sempre sono soddisfatto pazienza, mi devo accontentare. E tentavo generi diversi come la Chimica Macromolecolare e l’Elettrochimica.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">L’ennesima prova di autore diverso, a dirla con F.&amp; L.<em style="mso-bidi-font-style: normal;">“ aveva lasciato su di me soltanto una bava di densissima noia”.</em> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Leggevo soprattutto in treno durante il pendolare, per un minimo di due ore quotidiane, tra casa e <em style="mso-bidi-font-style: normal;">bottega</em>. E spesso la testa mi crollava sulla pagina, vinto dal sonno sia che fosse Elettrochimica o l’ultimo giallo..</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Mi sentivo come uno che preferiva le Nazionali Esportazione e venivo assalito dal dubbio di essere un lettore dai gusti assolutamente in controtendenza, pertanto trascurato dall’editore, che doveva soddisfare i grandi numeri.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Però i fatti non tornavano. Poiché i libri che mi erano piaciuti, venivano periodicamente ristampati fino alla nausea o riciclati in collane satellitari dai nomi fantasiosi:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt 36pt; text-indent: -18pt; line-height: 150%; text-align: justify; mso-list: l0 level1 lfo1; tab-stops: list 36.0pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="mso-list: Ignore;"><span style="font-size: small;">-</span><span style="font: 7pt &quot;Times New Roman&quot;;">         </span></span><span style="font-size: small;">I Capolavori del Giallo.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt 36pt; text-indent: -18pt; line-height: 150%; text-align: justify; mso-list: l0 level1 lfo1; tab-stops: list 36.0pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="mso-list: Ignore;"><span style="font-size: small;">-</span><span style="font: 7pt &quot;Times New Roman&quot;;">         </span></span><span style="font-size: small;">I Classici del Giallo.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt 36pt; text-indent: -18pt; line-height: 150%; text-align: justify; mso-list: l0 level1 lfo1; tab-stops: list 36.0pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="mso-list: Ignore;"><span style="font-size: small;">-</span><span style="font: 7pt &quot;Times New Roman&quot;;">         </span></span><span style="font-size: small;">La créme de la créme del Giallo.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt 36pt; text-indent: -18pt; line-height: 150%; text-align: justify; mso-list: l0 level1 lfo1; tab-stops: list 36.0pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="mso-list: Ignore;"><span style="font-size: small;">-</span><span style="font: 7pt &quot;Times New Roman&quot;;">         </span></span><span style="font-size: small;">I Gialli con le palle.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt 36pt; text-indent: -18pt; line-height: 150%; text-align: justify; mso-list: l0 level1 lfo1; tab-stops: list 36.0pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="mso-list: Ignore;"><span style="font-size: small;">-</span><span style="font: 7pt &quot;Times New Roman&quot;;">         </span></span><span style="font-size: small;">Etc.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">No. Qui un mistero c’era!</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Eppure la verità mi stava lì, sotto gli occhi, e forse proprio per quello, come nella <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Lettera Rubata</em> di Edgar Allan Poe, io non la vedevo. Stava in quelle semplici parole ripetute in ogni copia:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pubblicazione Quindicinale</strong> o peggio <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pubblicazione settimanale</strong>.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Ora F. &amp; L. mi hanno aperto gli occhi su una verità tanto semplice. ( alla quale, porca vacca, sarei potuto arrivare da solo!)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><em style="mso-bidi-font-style: normal;">“ Trovare ventisei romanzi all’anno, non era facile!</em>”</strong> Figuratevi cinquantadue! Non mi dilungo. Leggetevi il libro. È divertente.</span></span></p>
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		<title>L’Enigma dello scrittore, mai pubblicato (Anatomia di una vocazione)</title>
		<link>http://www.gialloeviolabookfun.eu/blog/?p=39</link>
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		<pubDate>Tue, 19 May 2009 12:57:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
Sommario
Sullo sfondo dello scenario italiano, dove molti scrivono (tutti i noti e molti, troppi ignoti) e pochi leggono, l’autore accenna al tormentato iter della sua vocazione letteraria. Tutta in salita! Una autentica arrampicata sui muri.
 
In principio era il Verbo. Subito dopo ci fu il Segno e pertanto il Libro. Il figlio della semiotica ed il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"> </p>
<p class="TitoloSaggio" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; line-height: 150%;"><strong>Sommario</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 9pt;">Sullo sfondo dello scenario <strong>italiano</strong>, dove molti scrivono (tutti i <strong>noti</strong> e molti, troppi ignoti) e pochi leggono, l’autore accenna al tormentato iter della sua vocazione letteraria. Tutta in salita! <em>Una autentica arrampicata sui muri.</em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">In principio era il Verbo. Subito dopo ci fu il Segno e pertanto il Libro. Il figlio della semiotica ed il sostegno della nostra incerta esistenza. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">Se non sai cosa fare, cercati un Libro che te lo spieghi. E poi dimenticalo. Ma di che sto parlando? Be’, sto parlando di libri. O meglio, sto parlando di scriverli. Il primo problema di chi intende scrivere è che dovrebbe avere qualcosa da dire. Ma non sempre è così. In questo caso è istintivo parlare di sé. È un argomento che consideriamo invariabilmente irresistibile. Errore fatale.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">Fortunatamente, fin dal primo momento non ho mai avuto una grand’opinione delle biografie. Men che meno delle autobiografie. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">Più o meno, la storia di tutti è sempre fatta di lunghi momenti pallosi e di poche, brevi, botte di vita. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">Non farei mai la cazzata di scriverne una. Non riuscirei mai a convincermi che ci si possa divertire a leggerla.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">C’è qualcuno a cui piacciono le disgrazie ( altrui), ma le rotture di palle, non hanno pubblico. </span></p>
<p class="relazione" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; mso-no-proof: no;">Un altro problema da affrontare è il piano del discorso. </span></p>
<p class="relazione" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; mso-no-proof: no;">Il fatto di aver scelto la voce narrante, non vuol dire che questa, sono io. L’io, è un personaggio di fantasia come gli altri. D’altronde se fosse veramente me, sarebbe pur sempre un personaggio di fantasia. Se è vero che, ciascuno di noi è almeno quattro diverse entità: quello che sono, quello che penso di essere, quello che vedono gli altri, e quello che io penso vedano gli altri. Insomma un casino. Sono io? Non sono io? Non si sa. Meglio non saperlo. Forse per un personaggio di fantasia c’è più immedesimazione e meno competizione, invidia o disprezzo.</span></p>
<p class="relazione" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; mso-no-proof: no;">E questo è ciò che più di tutto desidero stimolare: l’immedesimazione. La molla dei romanzi d’avventura!”</span></p>
<p class="relazione" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; mso-no-proof: no;">Secondo quanto dice Robert Nozic: “&#8230;nulla di quanto dice l’autore, nulla che venga espresso in una postfazione o in qualcosa dal titolo Nota dell’autore, deve convincerci che c’è qualcuno che sta parlando seriamente e non in una fiction di prima persona.”</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">E così siamo arrivati alla materia del contendere, al chiarimento di base. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">Questa, nel bene e nel male, è una fiction di prima persona! E vi dirò che detta così, nel bene e nel male, qualsivoglia cosa questa sia, già mi sembra un poco meglio!</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">Nulla è così come appare! Dietro ogni parola può celarsi il mistero o più frequentemente, secondo l’italico costume, il suo contrario.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">Diciamola tutta, questo è un Mistero, per il quale, forse, il nostro eroe, il dottor Mezzanotte, non troverà soluzione!</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">Perché scrivono, gli scrittori? Domanda intrigante. (Perché, non mi faccio i cazzi miei?) </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">Non sempre, perché hanno qualcosa d’importante da dire! ( Ove mi considerassi uno scrittore, ciò sarebbe già ampiamente dimostrato!)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">Poiché, a pensar male, come dice Andreotti, si fa peccato, ma spesso ci si azzecca, avrei detto: Scrivono per soldi! </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">(A proposito, sembra che il Senatore abbia chiarito che, questa celebre frase che gli viene, attribuita, è in realtà del Cardinale Vicario di Roma, negli anni Quaranta, Francesco Marchetti Selvaggiani.)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">Se lo fanno per i soldi, significa che<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>sono disinformati. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">L’autore percepisca soltanto un magro otto percento, sul prezzo di vendita: È ragionevole ipotizzare per un libro<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>piaciuto, senza sconvolgere il pubblico, una vendita di cinquemila copie, con un prezzo medio di quindici euro. (forse sono un ottimista!)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">Se questi sono i numeri, lo scrittore per un libro incassa seimila euro.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">Se ci riferiamo ad uno scrittore vivente, vuol dire che ci riferiamo a qualcuno,<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>mantenuto in vita da qualche altra forma di reddito. Questo, molto probabilmente genera un’ulteriore decurtazione da parte dello stato.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">Pertanto lo scrittore di non-bestsellers, soprattutto se bravo, rientra a pieno titolo nel caso della gallina, che faceva le uova grosse, vale a dire: un notevole sforzo con un dato organo, per un compenso infimo. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">Questa cosa, anche se la sanno cani e porci, è bene dirla, foss’anche a beneficio di un solo giovane, che abbia partorito l’insana idea di campare facendo lo scrittore.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">Siamo dunque giunti, alla conclusione, che molti, degli scrittori informati, scrivono solo per autocompiacimento, sostenuto da<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>un effimero desiderio di fama. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">Quelli poi, che dalla Garamond, sono spediti alla Manuzio, scrivono per pura vanità e a loro spese. (1)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">Da un po’ di tempo scrivono tutti. Tutti i noti e molti ignoti. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">Cosi grazie anche alla disaffezione degli italiani per la lettura, si è alterato il normale rapporto tra il numero degli scrittori ed il numero dei lettori.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">E’ la stessa cosa che si è verificata, per la Previdenza in genere. Il numero dei paganti (lavoratori occupati) assimilabili ai lettori, è caduto, sotto una soglia fisiologica, nei rispetti dei percettori di pensione, assimilabili con gli scrittori. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">Non c’è giornalista, attore, conduttore televisivo, esperto o sedicente esperto, di qualsiasi tipo, che non ha scritto un libro. Scrivono attrici, ballerine, comici, registi, calciatori, cuochi anche extra comunitari ( absit iniuria verbis) e detenuti di un certo rilievo mediatico. Scrivono indistintamente (purché superstiti), vittime e carnefici. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">Scrive il papa ed i cardinali, scrivono i professori ed assistenti, libri per le scuole, costringendo le famiglie a ricomprare tutti i libri ogni anno. Soprattutto poi, scrivono i politici. Questi i noti.<span style="mso-spacerun: yes;">   </span>Più una moltitudine di sconosciuti.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">E allora? Non mi devo porre anche io, l’interrogativo che assilla in permanenza l’italiano medio?</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">-<span style="mso-spacerun: yes;">     </span>“ Ma allora, io chi so’? Il più stronzo?”</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">Dovete convenire che questa è una conclusione inquietante, <span style="mso-spacerun: yes;"> </span>alla quale è legittimo cercare di trovare sollievo. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">Anche se poi, non rappresenta una tra le più nobili motivazioni alle lettere.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">Finirò di frequentare bancarelle di libri a tre euro l’uno, e comincerò a scrivere.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">Non avete l’idea di quanto una bancarella, da tre euro, rende giustizia di tanti scrittori, livellandoli con assoluta imparzialità. Vi ho visto libri di politici di prima grandezza e di prima e seconda repubblica. Di famosi scrittori e giornalisti. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">Però, a volte, vi ho anche trovato<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>libri molto belli, come ad esempio: </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">”Otto piccoli porcellini” di Stephen Jay Gould.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">E’un libro<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>di paleontologia, di fossili e di tante altre cose. Detta così<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>sembra assai poco invitante, invece è avvincente e con semplicità ci trovi raccontati alcuni grandi perché della vita. Purtroppo non tutti. C’è un piccolo pezzo, che mi piace citare, (anche se non dovrei):</span></p>
<p class="MsoBodyText3" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">“ A noi tutti capita a volte di pensare a ciò che potremo fare quando andremo in pensione, a progetti che possano restituirci i piaceri perduti della giovinezza, e alla felicità di riprendere ciò che dovemmo mettere da parte quando si presentarono le necessità pratiche di guadagnarci da vivere, di mantenere una famiglia. Un giorno, in un roseo futuro, dopo il millennio, tirerò fuori il mio vecchio album di francobolli…..”.</span><span style="font-size: 10pt; font-style: normal;"> </span></p>
<p class="MsoBodyText3" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-style: normal;">Così, io scriverò. (Niente francobolli!)</span></p>
<p class="MsoBodyText3" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-style: normal;">Aver trovato questo libro è stata una fortuna per me, ma l’ho considerato un affronto per S. Jay Gould.<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>Ed ho capito che prima le bancarelle vendevano l’usato, ora vendono </span><span style="font-size: 10pt;">l’invenduto</span><span style="font-size: 10pt; font-style: normal;">.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">Va bene e allora, scrivo anch’io, come s’era capito. Ma, scriverò soltanto per emulazione! Per spirito di servizio! D’altra parte se scrivono quasi tutti, mi sembra che ci sia poco di cui vantarsi. Ammetto di provare un certo imbarazzo, poiché consapevole di predicare bene e razzolare male. Dato che, (parafrasando Vivian Lamarque,) “oggi sarebbe più giusto chiedere l’autografo a chi legge libri, anziché a chi li scrive!”</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">Riflettendoci, penso che si possa anche scrivere per solitudine. Chi, non ha figli né nipoti, a cui raccontare le esperienze di una vita, tenta comunque di tessere un dialogo con degli sconosciuti lettori, che da questa esperienza potrebbero trarre beneficio. ( O magari una crisi depressiva!)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">Se pensate che questa non é una ragione sufficiente per scrivere, figuriamoci se lo è per leggere!</span></p>
<p class="relazione" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; mso-no-proof: no;">Pensate quel che volete. Io, ostinatamente ed in buona fede, coltivo una piccola buona intenzione. Quella di dare un modesto contributo. Di ottimismo o almeno d’illusione. </span></p>
<p class="relazione" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; mso-no-proof: no;">Ma come? Con piccole cose, con piccoli trucchi. Provocando vecchi ricordi piacevoli, ricreando vecchie atmosfere, percorrendo itinerari mentali che probabilmente anche voi avete percorso, dando ingenui consigli di vita vissuta, e stimolando a piccoli piaceri: perché non v’illudete, i piaceri della vita sono, in ogni modo, pochi e piccoli. Un approccio minimalista! </span></p>
<p class="relazione" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; mso-no-proof: no;">Dunque se vi racconto che la stoffa del vestito l’ho comprata da Domandini a Via Fratina, non è per fare della pubblicità occulta, (ammesso che l’esercizio ancora esista). </span></p>
<p class="relazione" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; mso-no-proof: no;">O per fornire un dettaglio, di cui so bene che,<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>non ve ne potrebbe fregare di meno. Bensì per richiamare un ricordo: “ Domandini? Anche io, venti anni fa, ci comprai un Principe di Galles” Quelli si, erano giorni.</span></p>
<p class="relazione" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; mso-no-proof: no;">Oppure: “Domandini, Via Frattina, quasi angolo con il Corso?<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>Lì ci davamo appuntamento con Marisa, eternamente in ritardo. Quando finalmente arrivava, sapevo a memoria i prezzi di tutti gli articoli in vetrina.”</span></p>
<p class="relazione" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; mso-no-proof: no;">O anche: “Il tarlo della gelosia mi rodeva l’anima. Mi ero fissato che, Giovanna mi metteva le corna. Sospettavo<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>del proprietario del negozio di lampadari, sotto casa. Un giorno ignobilmente la pedinai. Attraversammo il centro. Entrò da Domandini, da cui uscì con un pacchetto. La sera a cena con mia gran vergogna, venne fuori una bella cravatta di cachemire, per la mia festa. Di cui mi ero scordato”. </span></p>
<p class="relazione" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; mso-no-proof: no;">Ricordi, atmosfere, esperienze e riflessioni, che riconoscete perché sono anche vostre.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">Volendomi allargare da questo discorso elementare, ad uno più ambizioso, intendo affermare che, abbarbicandomi ai dettagli geografici o topografici, tediosi per chi è incapace di assorbire o di rivivere atmosfere, ma viceversa è avido di fatti, tento un’operazione di stimolo alla speranza.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">Tento una goffa trasfusione d’ottimismo. (Siate preparati.)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">Mi si perdoni l’ardire ed i paragoni poco rispettosi, ma i personaggi di Ionesco e di Samuel Beckett dove vivono?</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">Le strade in cui camminano, dove portano, come si chiamano? L’hotel, la casa, il giardino, la stanza in cui si muovono, dove sta? In quale città o villaggio?</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">E questi sono due autori, soprattutto Beckett, che con le loro opere esprimono la totale, tragica inutilità della vita umana. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">E allora, meglio se cominciamo ad impossessarci del territorio, a dare valore alle piccole cose, ai dettagli, in modo che appaia: In tutti i casi, la vita merita di essere vissuta. Territorio significa riferimento a strade, piazze, campagne, fiumi, colline. E non qualsiasi stronzata, come nel burocratese.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">Infatti, esiste la “Parigi di Maigret”<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>e ci fanno<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>visite tematiche guidate. Volumi sono scritti, per rivisitare Londra, sulle orme di Sherlock Holmes. Pare che, stare aderenti al territorio, sia una cosa che, funziona anche alle Regionali. Conserviamoci un filo di speranza!</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">Non so per quale associazione d’idee,<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>mi viene in<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>mente il mio vicepresidente.<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>In certi periodi, mi montavo la testa e mi abbandonavo a considerare: </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">“Nella compagnia io di solito, sapevo di che si stava parlando.”</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">Lui, mi citava Orazio: “Perché ti dici poeta, se nessuno legge i tuoi versi?”( ma sarà Orazio?)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">In ogni caso una cosa mi è ben chiara: I lettori leggono per il loro benessere e non per quello degli autori. Lo dovrebbero tenere presente, autori e critici. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">Il surplus di offerta letteraria, rispetto alla domanda fa si che gli editori difficilmente rischiano<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>su esordienti sconosciuti, indipendentemente dai loro meriti.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">Ne deriva che, i già pochi lettori, afflitti perlopiù dalla grafomania dei soliti noti, diventano ancora di meno.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">Matematicamente parlando, il numero dei lettori, nel tempo, è una funzione che tende a zero.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">Gli editori, in un prossimo futuro, saranno finanziati dallo stato o dalle regioni, con un emendamento alla legge sul finanziamento pubblico dei partiti.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">Gli scrittori esordienti, più irriducibili, allo scopo di essere pubblicati, tenteranno di rendere noto il loro nome, emulando le gesta della banda della “uno bianca”. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">Dialogo letterario.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">Incontrai Paolo, che ero incazzatissimo. Quando lo vidi, in fondo alla strada, cominciai a strillare:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">S -<span style="mso-spacerun: yes;">    </span>Bradh!&#8230;.Bradh!&#8230;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">P -<span style="mso-spacerun: yes;">    </span>Ma che ti strilli? Ma che sei scemo?</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">S -<span style="mso-spacerun: yes;">    </span>No, soltanto invidioso! </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">P-<span style="mso-spacerun: yes;">     </span>Perché sei così nero?</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">S-<span style="mso-spacerun: yes;">     </span>Perchè in Italia pubblicano sempre e soltanto i “soliti noti”.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">P-<span style="mso-spacerun: yes;">     </span>Mi sembra che lo dice anche Sgarbi! E’ uscito, in prima pagina, sul Corriere della Sera, un articolo a firma Paolo Di Stefano, intitolato: “Un popolo di Romanzieri. Da cestino.”</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">S -<span style="mso-spacerun: yes;">   </span>E quale è la notizia?</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">P -<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>La prima potrebbe essere che c’è un numero abnorme d’italiani, che mandano i loro romanzi e i loro racconti alle case editrici, con la vana speranza che vedano la luce.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">S -<span style="mso-spacerun: yes;">   </span>L’avevo detto, che scrivono tutti! Ma, io mi riferivo ai “noti”! Abnorme quanto? Quanto sarebbe la norma? Quale è una percentuale normale?</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">P -<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>Questo non lo dice. Indubbiamente è difficile fare calcoli per quantizzare il numero degli scrittori abortiti. Ci vorrebbe un’inchiesta giornalistica, specifica.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">S -<span style="mso-spacerun: yes;">    </span>Non capisco allora, come fa a dire che è abnorme. Comunque il succo è che sono tanti, e questo lo sospettavo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">P -<span style="mso-spacerun: yes;">   </span>La seconda notizia è che su questa strage di scrittori, una certa Silvia Pertempi, ci ha scritto un libro: “ Romanzi per il macero.”</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">S -<span style="mso-spacerun: yes;">    </span>Un altro libro per il macero?</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">P -<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>No! A lei l’hanno pubblicato. Un conto è parlar di rogna, altro è grattarsela.<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>E poi può accadere che, la disgrazia di molti, diventi la fortuna di qualcuno. E’ immorale, ma è così. Pensa ai giornalisti, poveretti. Tutti i santi giorni hanno il solito problema. Oggi che cacchio scrivo? E poi, capita un terremoto!</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">S -<span style="mso-spacerun: yes;">   </span>Va bene. Ma, l’autore chiarisce perché questi libri finiscono nel cestino? Quali sono i loro difetti, i loro limiti?</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">P -<span style="mso-spacerun: yes;">   </span>L’autore, non so! Il libro non l’ho letto. Di Stefano non entra nel merito, del perché questi libri sono cestinati, ma azzarda una sintesi sociologica, di quella fetta della società italiana, molto consistente a suo dire, espressa dagli scrittori non pubblicati. E non è, che li tratti bene.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">S -<span style="mso-spacerun: yes;">   </span>La mia simpatia è tutta per gli scrittori! Non mi sembra che “scrivere”, possa essere considerata una colpa, in assenza d’altre aggravanti. Ricordo che Nizza e Morbelli, gli autori di riviste, famosi negli anni trenta, (e chi se li ricorda a parte me ?), esortavano così: ” Scrivete gente.<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>Se non avete idee, fatevele prestare dal vicino. Anche le idee del vicino, sono buone, pur di scrivere “. Però erano altri tempi!</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">P - Secondo Di Stefano ( o Pertempi ?), i romanzieri cestinati non esprimono ”spinte ideali verso valori religiosi, civili o politici.”</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">S -<span style="mso-spacerun: yes;">   </span>E meno male! Altrimenti sai che palle! A me non sembra un difetto.<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>Siamo sicuri che, alla gente interessa leggere libri che le contengono?</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">P-<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>E lamentano che nemmeno esprimono <span style="mso-spacerun: yes;"> </span>“precipizi, verso il degrado, la violenza, l’emarginazione”</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">S -<span style="mso-spacerun: yes;">   </span>Ah! Come quelli della”uno bianca”! Lo dicevo che, per pubblicare, bisognava darsi più da fare!</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">P -<span style="mso-spacerun: yes;">   </span>Porca vacca! Codesti scrittori, che pretenderebbero di essere pubblicati, sono pieni di difetti.<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>Sono insensibili alla realtà che li circonda, sono insoddisfatti di tutto e di tutti, e sono egocentrici.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">Ciò non bastasse, gli scrittori cestinati, (ben gli sta!), sono anche laureati, stipendiati e prevalentemente settentrionali.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">Non viene detto, ma si potrebbe pensare che, in qualche modo, c’entri Bossi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">S – Vedi, se ti accusano d’essere egoista, devono provare che concretamente, non tieni conto delle altrui esigenze<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>e diritti. Ci vogliono i fatti. Mentre, al contrario, non si può evadere da un’accusa d’egocentrismo, poiché è difficile stabilire dei parametri oggettivi, con i quali definire chi è egocentrico e chi no. Basta un pizzico d’individualismo e sei bollato.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">Mentre mi allontanavo pensieroso, una gran moltitudine di scrittori non pubblicati, era uscita dall’ombra.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">Piemontesi, Lombardi, Veneti, Liguri, Emiliani e Romagnoli, Toscani, ma anche Napoletani, Pugliesi e Siciliani, mi si accalcavano attorno.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">E poiché avevo avuto una discreta formazione matematica, riuscivo perfino a distinguere nella folla, un fattore di Potenza.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">Non avevo potuto leggere le loro storie, ma dai pochi indizi forniti dall’articolo del Di Stefano, qualcosa si era delineato e non ci sentivo sentimenti mediocri, ma solo frammenti di vita.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">La vita è fatta di piccole cose.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">Scesi da cavallo. Spensi il computer, accesi la scopa elettrica.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">La poesia si ritrasse, davanti alla tecnologia!</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">Bibliografia</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt 36pt; text-indent: -18pt; text-align: justify; mso-list: l0 level1 lfo1; tab-stops: list 36.0pt;"><span style="font-size: 10pt;"><span style="mso-list: Ignore;">-<span style="font: 7pt &quot;Times New Roman&quot;;">          </span></span></span><span style="font-size: 10pt;">Umberto Eco, Il Pendolo di Focault, Bompiani, Milano, 2001</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt 36pt; text-indent: -18pt; text-align: justify; mso-list: l0 level1 lfo1; tab-stops: list 36.0pt;"><span style="font-size: 10pt;"><span style="mso-list: Ignore;">-<span style="font: 7pt &quot;Times New Roman&quot;;">          </span></span></span><span style="font-size: 10pt;">Robert Nozick, Puzzle Socratici, Raffaello Cortina Editore,1999</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt 36pt; text-indent: -18pt; text-align: justify; mso-list: l0 level1 lfo1; tab-stops: list 36.0pt;"><span style="font-size: 10pt;"><span style="mso-list: Ignore;">-<span style="font: 7pt &quot;Times New Roman&quot;;">          </span></span></span><span style="font-size: 10pt;">Stephen Jay Gould, Otto piccoli Porcellini, Bompiani, 1994</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt 36pt; text-indent: -18pt; text-align: justify; mso-list: l0 level1 lfo1; tab-stops: list 36.0pt;"><span style="font-size: 10pt;"><span style="mso-list: Ignore;">-<span style="font: 7pt &quot;Times New Roman&quot;;">          </span></span></span><span style="font-size: 10pt;">Paolo Di Stefano, Un popolo di romanzieri. Da cestino. (articolo) da Il Corriere della Sera.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt 36pt; text-indent: -18pt; text-align: justify; mso-list: l0 level1 lfo1; tab-stops: list 36.0pt;"><span style="font-size: 10pt;"><span style="mso-list: Ignore;">-<span style="font: 7pt &quot;Times New Roman&quot;;">          </span></span></span><span style="font-size: 10pt;">Vivian Lamarque, Gentilmente, Rizzoli,1998</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;"> </span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La Pendola sul Muro</title>
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		<pubDate>Sun, 10 May 2009 18:25:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Vino e cucina]]></category>

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		<description><![CDATA[Si parla ancora di libri. Che palle!
 La pendola dal muro, suonò dodici rintocchi. Una gelida tramontana fischiando tra i rami dell’abete, ne traeva note alla Dario Argento. Sergio Mezzanotte ( mai nome fu più appropriato), sedeva scomodamente nel suo studio.
L’abete, un ex alberello di natale, piantato dopo il sei gennaio, in un giardinetto striminzito, oggi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 12pt;">Si parla ancora di libri. Che palle!</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%;"> </span><span style="font-size: 12pt;">La pendola dal muro, suonò dodici rintocchi. Una gelida tramontana fischiando tra i rami dell’abete, ne traeva note alla Dario Argento. Sergio Mezzanotte ( mai nome fu più appropriato), sedeva scomodamente nel suo studio.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">L’abete, un ex alberello di natale, piantato dopo il sei gennaio, in un giardinetto striminzito, oggi, gigante giovinetto, svettava solitario oltre il lastrico solare del palazzo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">Il vento fischiò di nuovo, facendo flettere l’abete.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">“ Un albero cresce a Brooklin</span><span style="font-size: 12pt;">!” – pensò Mezzanotte, che non era alieno da pensieri fessi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">Dalla camera da letto, traversando il corridoio buio, venne la voce di sua moglie:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">-    “Ma che aspetti, per venire a letto?”</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">Mezzanotte non si risolveva. Stava lì a fissare le pareti coperte  da libri.  Ed a rimuginare.</span></p>
<ol>
<li><span style="font-size: 12pt;">Non ho sonno. C’è rimasto un po’ di pizza?”</span></li>
</ol>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">Sentì un vago brontolio di cui riuscì a distinguere soltanto un frammento di  parola:….ito. Rincoglionito? Continuò a rimuginare, ma poi li vide. I libri.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">Libri dappertutto. Gli scaffali traboccavano pericolosamente. Altri se ne vedevano nel corridoio, a pacchi sulla scrivania, sul sofà, sul tavolino della stampante. E facevano capolino anche da sotto il sofà.</span></p>
<ol>
<li><span style="font-size: 12pt;">“ Mia moglie amava i libri più di me. O meglio, non sapevo se li amasse di più, di certo ne comprava di più. C’era da preoccuparsi. Era finita la fase dell’accoglienza ed era cominciata quella dell’invasione. Eravamo una famiglia in controtendenza.”. </span></li>
</ol>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">Già, in controtendenza, poiché secondo  i media, noi italiani leggiamo poco</span><span style="font-size: 12pt;">.<a id="_Toc77591636" name="_Toc77591636"> </a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">A proposito di media, e di quelli che  dicono “midia” mi ha fatto ridere la battuta di Montesano, dell’altra sera. Diceva:</span><span style="font-size: 12pt;"> </span></p>
<ol>
<li><a id="_Toc77591637" name="_Toc77591637"><span style="font-size: 12pt;">“Ma tu’ fratello, che classe fa?</span></a><span style="font-size: 12pt;">”<a id="_Toc77591638" name="_Toc77591638"></a></span></li>
<li><span style="font-size: 12pt;"> “‘A seconda midia!</span><span style="font-size: 12pt;">”</span></li>
</ol>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">Questo caso è controverso. Indubbiamente media, nell’accezione “mezzi di comunicazione” è una parola inglese e si pronuncia midia  Però mezzo è una parola italiana,  deriva da medium, media che si pronuncia media. Che vogliamo fare? Personalmente, se un italiano  dice midia non  rimango impressionato dalla sua conoscenza dell’inglese. Mi s’insinua nella mente il dubbio che sia un poseur. E dal poseur allo stronzo il passo è breve. Ma è una questione d’opinioni.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"><a id="_Toc77591641" name="_Toc77591641"><span style="font-size: 12pt;">I media (o i midia?) dicono di noi: “Un popolo di scrittori, ma di pochi lettori.”   Non è precisamente un complimento e rientra nel paradigma maggiore: Siamo un popolo di furbi. La furbizia non è l’intelligenza!</span></a><span style="font-size: 12pt;"> (E non sto pensando agli scrittori sconosciuti!) Anche se a ben vedere, non è poi così inspiegabile. In effetti, se esiste un’ottima ragione per chi, avendo un nome spendibile, pubblichi un libro, non esiste una ragione altrettanto valida per cui noi lo si debba leggere!</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">Se questa non è la spiegazione principale dello scarso leggere, desisto da altre ipotesi. Non intendo infilzare ulteriori cazzate o banalità.  Probabilmente la verità è molto semplice: Preferiamo rincoglionirci davanti al televisore. Per molti, l’ultimo libro letto nel biennio, è l’elenco telefonico.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">L’energia risparmiata nella lettura, pur conservandosi in ossequio ai principi della termodinamica, si trasforma in qualcos’altro. Chi non apprezza il supporto vitale offerto dal libro, trae sostegno, sollievo e conforto da paradisi artificiali alternativi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;"> No. Non dalla droga, bensì dall’auto, dal computer e dal supermercato. Oltre che dalla televisione. Ovviamente. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">E così la sua vita non lavorativa, oscilla tra questi quattro poli d’interesse. Il vero Santo Graal di questa nostra tormentata epoca. Altrettanto ovviamente, spende molto di più.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"><a id="_Toc77591642" name="_Toc77591642"><span style="font-size: 12pt;">La rarità dei lettori è forse peggiore di ciò che sembra. Perché le statistiche sono basate sulle vendite, e parecchi comprano libri che poi non leggono.  </span></a></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">Magari è il libro che fu recensito come l’evento letterario dell’anno. Di più, dell’intero decennio Che tutti hanno comprato ma quasi nessuno si è spinto oltre le prime venti pagine.( Noi reprobi illetterati, ci siamo trascinati con dolorosa sofferenza fino a pagina tredici). Però è stato incensato dai critici in misura inversa della sua comprensibilità. Allora fingiamo di averlo letto.</span><a id="_Toc77591643" name="_Toc77591643"></a><span style="font-size: 12pt;">Tanto basta poco per affermarlo.</span><a id="_Toc77591644" name="_Toc77591644"></a><span style="font-size: 12pt;">Magari bastano solo le due  righe di recensione. E poi non è mai una perdita secca, poiché il libro arreda. Ci sono pertanto i libri, che si comprano a metro quadro di dorso. Il titolo deve essere ben visibile e soprattutto impegnato. Il sogno nel cassetto di molti, è farsi fotografare, seduti ad una scrivania, sullo sfondo di una parete arredata con i suddetti dorsi impegnati. Sorridenti e con una penna in mano.</span><span style="font-size: 12pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"><a id="_Toc77591645" name="_Toc77591645"><span style="font-size: 12pt;">Ai miei tempi, molti chiedevano libri in prestito, che invariabilmente non restituivano, fino a costituirsi cospicue biblioteche. Oggi, chi i libri li compra, corre meno rischi.</span></a><span style="font-size: 12pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"><a id="_Toc77591647" name="_Toc77591647"><span style="font-size: 12pt;">I così detti giovani, la fascia d’età più conformista nell’insieme considerato, seguono il gruppo. Il gruppo non legge, e loro non leggono. D’altra parte si sa che la lettura isola, specie se si legge al cesso.</span></a><span style="font-size: 12pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"><a id="_Toc77591648" name="_Toc77591648"><span style="font-size: 12pt;">Se poi, nel gruppo si afferma che: “Frusciante è uscito dal gruppo” o che Moccia è fico, può succedere che qualcuno ci prova.</span></a><a id="_Toc77591649" name="_Toc77591649"></a><span style="font-size: 12pt;"> Quanto a leggere libri di politica nessuno lo fa più dopo il boom di quarantanni fa, a meno che, vista la situazione di scarsità di lavoro e perdurante precariato, non si abbia ricevuto l’illuminazione di buttarsi in politica. Resta una delle carriere più facili e redditizie, nonostante la concorrenza.</span><span style="font-size: 12pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"><a id="_Toc77591650" name="_Toc77591650"><span style="font-size: 12pt;">Tra gli adulti, quelli che i libri li comprano, hanno poco tempo, hanno paura di sbagliare, seguono il loro quotidiano, (forsanche gratuito) o il capufficio, ma non necessariamente nell’ordine.</span></a><span style="font-size: 12pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">Tra i vecchi, ci sono alcuni dei più appassionati lettori, gente che arriva perfino a chiederli in prestito i libri, (però li restituisce !); ma non tutti ne hanno l’abitudine e per apprezzare la lettura non è vero che non è mai troppo tardi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">Chi non legge, non immagina che uno scenografo di fiction è in grado di dare soltanto una data sequenza d’inquadrature, mentre è infinita la varietà fascinosa di scenari, che una fantasia ben allenata, può trarre dalle righe di un libro che ti piace. Athos può essere più bello di Van Eflin e D’Artagnan più bravo di Gene Kelly.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">La televisione si guarda, ma si può anche pensare ad altro. Un libro si legge con la mente e nei giorni bui è un luogo dove rifugiarsi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">Ci vorrebbe, una guida all’acquisto, dalla parte del lettore, sponsorizzata e tutelata dalle associazioni consumatori, con le quali concordare in precedenza i requisiti di un buon libro.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">Minimo: Insegnarti qualcosa sull’arte di sopravvivere, farti sognare un po’, non porti più problemi di quanti non ti aiuti a risolvere.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">Non  ci arriveremo. Ci sono troppi interessi, anche politici.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">Non v’è dubbio  ci siano autori, gratificati da cospicue vendite, che non avrebbero mai raggiunto i livelli di diffusione attuali se non avessero fruito di una rilevante grancassa ideologica da parte di compagni di fede.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">E’ successo: Ho acquistato libri molto famosi. Con meraviglia li ho trovati noiosi. Spesso, non sono neanche arrivato in fondo. Non li ho capiti? E’ possibile. Si sa, ad esempio: Per capire Joice, ti devi comprare un altro libro che te lo spiega. “ Come leggere l’Ulisse di Joice”. Oggi c’è meno fede e le tirature sono calate.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">Tutte balle! La buona letteratura è istintivamente fruibile. Ci dobbiamo ribellare a forme d’indottrinamento occulte.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">Alcuni libri parlano alla mente, altri all’anima. Poi ci sono le rotture di palle. Quest’ultima può sembrare una classifica  del tutto soggettiva. Eppure spesso, se domandi, indaghi: Sorpresa! Il giudizio che sembrava soggettivo riscuote un ampio, ancorchè timido consenso. I libri dell’anima  offrono,  rifugio, conforto, o semplice svago. Rifugio allorché le traversie della vita  angosciano la mente,  il cavallo imbizzarrito che non trova riposo. Il conforto è preferibile al rifugio, ma assai più raro.È per i giorni bui e dolorosi  Lo svago è per i giorni lieti, quando la mente è serena. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">Se il libro  non appartiene alle prime due categorie, ricade inevitabilmente nella terza.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">A volte i libri sono anche una forma economica d’informazioni. Competitiva con Internet, a pari risultati. Come sostenevo, quando mi tagliavano i fondi per la bibilioteca. Infatti, è sufficiente trovarci una sola informazione utile, per esserti ripagato del suo costo. ( Così sostenevo allora!)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">Di molte cose, osannate per lunghi periodi e ragion di parte, il tempo, poi galantuomo, ha reso giustizia, riconducendole ai loro meriti reali.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">Dopotutto, ci sono voluti venti o più anni e l’intercessione di Paolo Villaggio, per stabilire che forse, “La corazzata Potemkin» è una boiata pazzesca.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">Ci sono libri che incidono sul tuo modo di essere e libri che ti accompagnano per tutta la vita. Livre de chevet, dicono i francesi, un libro cui fare riferimento per suggerimenti ed ispirazioni.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">Può essere Robinson Crusoe o Il Piccolo Principe; Antologia di Spoon River o Quest’amore di Prevert o: il Vangelo. Ma anche cose semplici, come  </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">I ragazzi della Via Paal</span><span style="font-size: 12pt;">.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">L’importante è che funzioni. Ogni tanto ne leggi e ne rileggi un pezzo e se non sai che fare ci guardi dentro, alla ricerca di qualche idea.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">Ovviamente non tutti hanno la fortuna di avercelo un Livre de Chevet, ma tutti possono cercarlo. Magicamente, questo nostro libro favorito costituisce una sintesi tra libro della mente e libro dell’anima.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">Mezzanotte si alzò a fatica dalla poltrona scomodissima, dove si era intrattenuto a rimuginare queste minchiate. Spense la luce, avviandosi verso la camera da letto.</span></p>
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